Il mattino del 22 gennaio 2009 ingenti forze di polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale e tecnici della A2A, bloccano tutte le vie di accesso al centro sociale di via Conchetta 18 e procedono allo sgombero forzoso dello stesso . Amministratori comunali, questore e prefetto si rimpallano la responsabilità dell’operazione. Il Pubblico Ministero sostiene di essere stato avvisato a giochi fatti. Poco importa. Tutti, invece, concordano che l’importanza dell’operazione è che il Comune Milano non perda il valore dell’area. Si tratta di una questione “patrimoniale”.

A nulla valgono le rimostranze avanzate dagli occupanti su quest’azione subdola, infima, non giustificata da alcun atto amministrativo o giudiziario. Nella città della legge, dell’ordine e della disciplina, che vuole garantire privilegi e profitti di pochi, sfruttando e saccheggiando risorse e abitanti, lo sgombero, frutto di un paradosso generato da un delirio securitario, non tiene neanche conto di una vertenza in sede civile ancora in corso tra il Centro Sociale e il Comune di Milano. Ma non solo.
Dietro la maschera della “legalità”, il potere vuole cancellare uno spazio vivo e attivo da 33 anni, parte integrante e ormai storica di un quartiere popolare come il Ticinese, punto di incrocio di cultura, controcultura, informazione, controinformazione, per la città e a livello nazionale ed europeo. Un luogo nel quale tutti hanno sempre trovato spazio, idee, confronto, scambio, stimoli.
Una storia ben presente nelle voci e nelle azioni di solidarietà successive allo sgombero. Come conferma uno dei tanti messaggi di solidarietà arrivati in quei giorni, Conchetta è sempre stato un luogo di aggregazione e discussione per migliaia di giovani e meno giovani con centinaia di iniziative culturali, musicali, teatrali, occasioni di incontro, approdo per un desiderio negato dalla Milano dell’efficienza, dell’apparenza, della speculazione.
“Nei cortili di Conchetta ho stretto la mano ad Hakim Bey e Bruce Sterling, ho discusso di reti alternative e tifo calcistico, ho incontrato alcuni dei miei migliori amici, e soprattutto, ho passato lunghe serate con Primo Moroni, uno degli intellettuali più raffinati che Milano abbia mai prodotto. Primo, che spostò all’inizio degli anni ’90 la sua libreria Calusca proprio lì, libreria che, dopo la sua morte, ha continuato la sua attività, cui si è aggiunto l’indispensabile lavoro di archivio e documentazione di materiali, spesso unici, dell’Archivio Primo Moroni. Primo, cui la città di Milano deve moltissimo, ma del quale, invece, oggi si sta cercando di cancellare anche la memoria.” Questa è una delle migliaia di voci che si sono alzate in difesa di Cox18. La risposta della città è stata tempestiva, in breve si è alzato il grido di coloro che hanno testimoniato generosamente e coraggiosamente contro lo sgombero di Cox18: una ferita per la città.
Nel 1989 il centro sociale Cox18 venne sgomberato per ben due volte, quello del 2009 è il terzo sgombero. Proprio come nell’89, l’ondata di solidarietà e di mobilitazioni espressa dai più diversi settori della società, ha portato il 13 febbraio 2009 alla “liberazione” del centro sociale, piccolo per dimensioni ma grande per storia e incisività.

(prefazione da “Storia di un’ Autogestione“)

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On 22th January 2009 morning a huge amount of law enforcement agencies closed down every path to the via Conchetta 18 social centre (C.S.O.A. Cox 18) and evicted it. No municipal administrators, police commissioner or prefect were willing to take the responsibility for the action. The public prosecutor affirms that he had not been forewarned until the eviction took place. It doesn’t matter. Everybody agrees that the aim of the operation is to give back to the municipality of Milan the monetary value of the area. It’s a ‘patrimonial’ matter.

The occupants’ complaints about this act, sly and unjustified by any administrative or judicial document, were not taken in consideration. In the city of law, order and discipline, a city that guarantees the privileges and profits of a few exploiting and looting resources and people, the eviction, an outcome of a paradox born from a safety delusion, didn’t even consider a still on-going dispute between the social centre and the municipality of Milan in front of the administrative court. But that’s not all.
Hiding behind ‘legality’ the power wants to eliminate a lively and 33-year-old place, a historical part of the popular borough Ticinese, a crossroad of culture, counterculture, information and counter-information, for the city and on a national and European level. A place where everybody always have found room for their ideas, debate and inspiration.
A history well represented by the voices and actions of solidarity happened afterwards the eviction. As one of the numerous solidarity statement received in those days, Cox 18 has always been a place for sociality and debate for thousands of young and less young people, with hundreds of cultural initiatives, concerts, theatre events, meeting occasions, a haven for a desire denied by the Milan of efficiency, appearance and speculation.
‘In Cox 18’s yard I’ve been shaking hands with Hakim Bay and Bruce Sterling, I’ve been discussing about alternative networks and football support, I’ve met some of my best friends and, above all, I’ve spent many long nights with Primo Moroni, one of the most refined intellectual that Milan have ever produced. in the early 90s, Primo moved his bookshop ‘Calusca City Lights’ right there. After Primo’s death, the bookshop is still active and an archive entitled to Primo (Archivio Primo Moroni) began its work of cataloguing many and often very rare documents. Primo, to whom the city of Milan is much in debt, but whose memory somebody is trying to cancel instead.’ This is one of the thousands of voices that raised defending Cox 18. The answer of the city was prompt. Soon the shout of those who generously and courageously testified against the eviction of Cox 18 had risen: a wound for the city.
In 1989 Cox 18 was evicted twice, The 2009 eviction is the third. Just like in ’89, the solidarity and activity of the most diverse sectors of society brought to the ‘liberation’ of the social centre, small in dimension but big in history and incisiveness.

(Preface of Storia di un’ Autogestione)

 

25 LUGLIO 1976

NASCE il CENTRO SOCIALE al piano terrra di VIA CONCHETTA 18

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Lo stabile di Via Conchetta 18 ha una vicenda di autogestione e di occupazione che risale al luglio 1976, in un periodo che in tutta la città’ e nel suo hinterland si sviluppavano le occupazioni che portano alla nascita dei circoli del proletariato giovanile.
Cosi’ il 26 luglio 1976 viene occupato lo stabile di via Conchetta 18. L’iniziativa parte da Antonio, militante del gruppo “Bandiera Nera” che coinvolge nell’iniziativa il Collegamento lavoratori libertari  (che raccoglie lavoratori dell’Archifar, dell’Aeroporto, del Comune, del Policlinico, dell’Istituto dei ciechi e di altre aziende), il Collegamento lavoratori ospedalieri libertari (che negli anni successivi sarà al centro di numerose iniziative di lotta) e diverse individualità.
L’occupazione avvenne insieme a quella dello stabile abitativo di Via Torricelli. “L’idea dell’occupazione – dichiara Antonio ad A- rivista anarchica – è nata da due esigenze diverse: da un lato l’esigenza sacrosanta di alcune famiglie di avere una casa in cui abitare (in Via Torricelli) e dall’altro l’esigenza di alcuni gruppi anarchici della zona sud est di Milano di avere una sede in cui riunirsi e in cui portare avanti la loro attività (in Via Conchetta 18). Per soddisfare contemporaneamente queste due esigenze abbiamo scelto di occupare proprio questa casa di via Conchetta perché in essa c’era anche questo grande negozio formato da tre stanze che ci ha permesso di dare una sede politica ai gruppi della zona e di fare anche un centro sociale
Negli spazi di Via Conchetta si riuniscono quindi il Collettivo dei lavoratori ospedalieri libertari e il Coordinamento lavoratori libertari che più’ tardi e in sinergia con alcuni organismi consimili di altri settori lavorativi operanti nel’ occupazione di Via Correggio 18 – e molti altri sparsi sul territorio nazionale – daranno vita all’Usi (Unione sindacale italiana).
La radicale pratica anti-istituzionale e la diffidenza nei confronti dei precedenti e persistenti modelli organizzativi movimentasti ( per esempio l’Autonomia operaia organizzata) consenti’, qualche anno dopo, una forte e non sempre pacifica sinergia anche con il rigido e chiuso universo delle contro culture punk che andavano diffondendosi nella città’. Gli organismi di gestione di Via Conchetta avevano avuto sin dall’inizio concrete forme di collaborazione con il centro sociale di Via Correggio 18 a cui erano legati da affinnita’ elettive e da un modo comune di leggere i processi di ristrutturazione in atto nella metropoli milanse.
Nello Spazio sociale di Via Conchetta vengono realizzati un laboratorio psicosociale e un asilo autogestito e poi il motore dell’intervento territoriale diventerà’ il Comitato di lotta per la casa.

 

GIUGNO 1988

NASCE L’ESPERIENZA C.S.O.A. COX18

L’occupazione si allarga a tutto il numero civico 18 di Via Conchetta

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Il Centro Sociale di via Conchetta 18, che nel corso degli anni ’80 (anche a seguito del trasferimento degli occupanti in case popolari) era a poco a poco sprofondato in una fase di semi inattività, si rivitalizza a partire dal 1987. il Comune decide di abbattere lo stabile e nella primavera del 1988 compaiono le ruspe, bloccate momentaneamente da un’azione legale intentata dai compagni. Nel frattempo però si sono liberati alcuni locali spaziosi, in precedenza in uso ad un ristorante. Questi locali vengono aperti nel corso dell’estate 1988 ed in brevissimo tempo si trasformano in uno dei più consistenti centri di aggregazione giovanile della città, con centinaia di persone che si ritrovano ogni sera. Cosi’ molti dei soggetti giovanili circolanti tra le Colonne di San Lorenzo e la Zona dei Navigli si riversano nel luogo occupato creando una singolare confusione organizzativa tra collettivo di gestione e frequentatori fluttuanti. Una confusione che e’ anche risorsa e ricchezza prolifera di iniziative a volte decisamente spettacolari:
L’assalto al palco delle autorità’ e del sindaco socialista Pilitteri durante l’annuale e gigantesca Festa dei Navigli.Il palco posto ai bordi della Darsena e l’assalto fu fatto con dei canotti che issavano le bandiere nere dei pirati
Il Ticinese viene decorato da decine di graffiti nei luoghi dove si ritiene sia rilevante conquistare visibilità’ e presenza creativa; come un muro al parco delle Basiliche, grande piazza dell’eroina

Alla fine degli anni 80 un lungo percorso di conflittualità’ urbana protesa alla ricerca di spazi dell’identità’ e del progetto vitale a fronte della società’ del segmento e dell’anomia, sembra assumere nuove frontiere e nuovi percorsi. Le varie anime di Cox18 subiscono continue accelerazioni e cambiamenti di prospettiva non senza conflitti interni che determinano abbandoni verso altri luoghi da inventare o verso altre progettualità’ territoriali. Rimane invece la componente sindacale libertaria, una parte della composizione legata all’esperienza Virus e l’area legata alla sperimentazione cyber punk che consolida una straordinaria iniziativa che e’ la realizzazione pratica del progetto di uso sociale trasgressivo e comunitario delle nuove tecnologie informatiche

Lo stabile viene dichiarato pericolante e sgomberato

 

19 GENNAIO 1989

SGOMBERO IN FORZE DELLO STABILE

Lo stabile viene dichiarato pericolante e sgomberato violentemente con gran dispiego di forze di polizia.

“Era l’inizio del 1989. Arrivammo al mattino, quand’era gia’ presente moltissima; nel centro quasi nessuno…
Il Colletivo di gestione aspetto’ che le forze dell’ordine se ne andassero e poi rientro’.
I soffitti erano stati distrutti e si contavano molte altre devastazioni….”

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“…Gli occupanti del Conchetta presero allora una sarracinesca ricoperta di graffiti e, muovendosi in corteo da San Gottardo a Piazza Duomo, le portarono nell’ufficio di Fabio Treves, assessore con delega ai Problemi dei Giovani…”

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“…L’ufficio venne trasformato in discoteca e inizio’ una festa, cui furono invitate le studentesse della sottostante Berlitz School, mentre le carte e gli arredi dell’ufficio planavano in Galleria Vittorio Emanuele…”

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 MARZO 1989

 Il C.S.O.A. COX18 si insedia nell’ ex casello di Porta Genova

NASCE L’ESPERIENZA “DELL’ACQUARIO”

Acquario

 

Incendio dell’Acquario – 23/04/92

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APRILE 1989

La giunta comunale delibera la restituzione dello stabile al Collettivo di Gestione, si impegna alla ristrutturazione e demolisce i 3 piani di abitazioni.

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 Manifesto – 20/01/89

 

30 SETTEMBRE 1989

I lavori vengono abbandonati. Il collettivo entra nello stabile, rivendica il proprio diritto e si organizza per terminare la ristrutturazione. Lo stesso giorno arriva lo sgombero dello Spazio.

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SERVIZI TG RAI e TELENOVA:

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Tg3 Nazionale – 1989

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Tg3 Regionale – 1989

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Tg 5Stelle – 1989

 

2 OTTOBRE 1989

il Collettivo del CSOA COX18 entra nello stabile e termina a sue spese i lavori di ristrutturazione.

 

DALL’ANNO 1992
una serie di iniziative hanno dimostratore partendo da un luogo e’ possibile tessere una rete di rapporti sociali con altre realtà’ politiche e culturali collaborando indistintamente con grandi e piccole case editrici, con altre realtà’ sociali e prestigiosi intellettuali. Realizzando, quindi, un perdorso di “luogo aperto” che comunicasse con la città’, senza nessuna paura delle contaminazioni perche’ le differenze diventino ricchezza senza elidersi a vicenda cambiando progressivamente gli universi vitali di ciascuno. Vengono cosi’ realizzate iniziative come Piazza Virtuale e La teppa all’Assalto del cielo

 

FEBBRAIO 1992

Tra la fine del ’91 e l’inizio del ’92 furono fatti i lavori in uno spazio del CSOA COX18 di Via Conchetta 18 per accogliere La Calusca e i suoi Archivi

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Nel Febbraio del ’92 Primo Moroni innaugura LA LIBRERIA CALUSCA CITY-LIGHT

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Interviste

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Intervista a Primo Moroni

 

NEL GENNAIO 1993
ci fu un’ interruzione delle attività’ per effettuare importanti lavori di restauro sia nei locali che nel cortile

 

NEL 1994

PRIMO MORONI inizia a dare forma a quello che sarà l’Archivio a lui intitolato

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NEL 1998

Ristrutturazione dell’intero stabile di Via Conchetta 18 a spese del Collettivo di Gestione

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GIUGNO 2008

La giunta comunale di Letizia Moratti avvia una causa civile contro l’Associazione COX18 – MILANO 2000

 

22 GENNAIO 2009

Sgomberato l’intero stabile di Via Conchetta 18, VENGONO SALDATE LE PORTE del:

C.S.O.A. COX18, LIBRERIA CALUSCA, ARCHIVIO PRIMO MORONI

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Interviste realizzate da Current TV sullo sgombero del centro sociale a Riccardo De Corato (vice sindaco), Gia Valerio Lombardi (Prefetto), Carlo Fidanza (capogruppo AN Comune Milano) . Tratta dal video realizzato da Carrent TV

Spezzoni

Video Current TV sullo sgombero di Cox18 nel 2009

Inetrvista a Riccardo De Corato tratta dal video “Milano Paranoica

 

Presidio in Piazza della Scala daventi a Palazzo Marino in seguito allo sgombero

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Parla un consigliere Comunale delegato Basilio Rizzo:

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23 GENNAIO 2009

Presidio e volantinaggio in Porta Genova

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24 GENNAIO 2009

Un corteo di oltre 10.000 persone attraversa il centro della città

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26 GENNAIO 2009

Presidio a Palazzo Marino, contro lo sgombero.
Ci hanno chiuso il centro sociale, e noi le nostre iniziative le facciamo in piazza:
– Riapre la libreria Calusca: banchetto di libri, riviste, autoproduzioni
– Teatro e musica con:
Walter Leonardi, Chinaski, Flavio Pirini, Folco Orselli, Cesare Basile, Angelo Pisani, Lucia Vasini, Paolo Rossi
comici

 

27 GENNAIO 2009

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Comunicato stampa:
Oggi abbiamo appreso dalla stampa che il sindaco Letizia Moratti avrebbe intenzione di occuparsi dei
materiali dell’Archivio Primo Moroni e che vorrebbe addirittura spostarli in una non meglio
identificata sede del Comune di Milano.
Se questa giunta avesse avuto minimamente a cuore l’Archivio Primo Moroni non avrebbe mandato
ingenti forze di polizia e militarizzato un intero quartiere per sgomberare il centro sociale Cox 18,
cercando di bloccarne la più che trentennale attività e impedendo la libera fruizione sociale dei
materiali dell’Archivio e della Calusca City Lights.
Se a muoverla fosse stato qualcosa di diverso da una volontà di mostrare i muscoli la cui protervia è
pari solo all’ignoranza e all’avidità già dimostrate in troppe altre occasioni, avrebbe invece rispettato
la loro collocazione nel luogo in cui Primo aveva deciso dovessero stare.
Ribadiamo quindi che per noi familiari la sede naturale dell’Archivio Primo Moroni è il centro sociale
di via Conchetta 18 e che se questa amministrazione s’illude di fare diversamente incontrerà la nostra
più ferma opposizione.
Cox 18, l’Archivio Primo Moroni e Calusca City Lights sono affasciati e difesi da quella solidarietà
attiva che si è espressa durante tutti questi giorni.
Non si toccano.

Familiari di Primo Moroni

 

01 FEBBRAIO 2009

Mercatino Prodotti Biologici, Libri e Autoproduzioni

01:02:09 1'2'09

 

13 FEBBRAIO 2009

Il tribunale di Milano rigetta il ricorso inoltrato dell’Associazione COX18 MILANO 2000

ricorso

 

13 FEBBRAIO 2009

Il Collettivo COX18 – LIBRERIA CALUCA – ARCHIVIO PRIMO MORONI sostenuti da collettivi e molteplici soggettività urbane entrano in via Conchetta 18, ripristinano gli impianti e riprendono le attività in TOTALE AUTOGESTIONE

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DOPO13febbraio

Punkreas – Cox18

 

19 FEBBRAIO 2009

Il Centro Sociale Cox18, la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni indicono una conferenza stampa nei locali del centro di Via Conchetta 18

Temi all’ordine del giorno:
1) Le motivazione del rientro.
2) Sentenza relativa al nostro ricorso presso il Tribunale di Milano
3) Comunicazioni sulla ripresa delle nostre attività culturali
e sulla manifestazione nazionale a difesa di tutti gli spazi autogestiti in città per sabato 28 febbraio 2009.

 

28 FEBBRAIO 2009

Oltre 10.000 persone partecipano a un Corteo nazionale in sostegno degli Spazi Autogestiti

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Le mani moleste della Proprietà e del Controllo sono in grande attività:
Trasformano la salute in un affare per imprenditori
Ci raccontano che la migliore cura è l’espulsione
Cancellano l’edilizia popolare e trasformano in merce i bisogni
Negano i diritti, la solidarietà
Per salvaguardare i loro loschi affari ingabbiano la cultura, cacciano le persone, cancellano la storia
In città ridotte a macchine per fare soldi, vogliamo liberare spazi, luoghi in cui stare e tempi da attraversare
Con la forza dei nostri desideri e con le armi della solidarietà vogliamo sconfiggere l’ossessione di controllo di chi nega il diritto all’esistenza e l’avidità di chi trasforma la conoscenza in un lusso
Per la salvaguardia e l’ampliamento dei diritti, contro la meschinità del razzismo di governo e contro la cementificazione delle città e delle menti

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Il 30 gennaio 2014

Inizia il processo a 10 soggetti urbani militabti per le giornate di solidarieta’ al C.S.O.A. Cox18 – Libreria Calusca – Archivio Primo Moroni

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Il 14 luglio 2014 presso il Tribunale di Milano si è tenuta l’ultima udienza del processo penale per “i fatti legati allo sgombero di Conchetta” con pronunciamento della sentenza di primo grado.
Le condanne sono state più miti di quanto chiesto dal PM, che era già meno di quanto i capi d’accusa facessero temere.