Post 4061

(Powered by Autistici/Inventati)

Per ascoltare i podcast usare Firefox

(To listen to the podcast use Firefox)

ASCOLTA LA DIRETTA

PROGRAMMA STREAMING

DJ LORD + DJ MATE

08 Luglio 2018

Dj LORD + DJ MATE

DJ LORD

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Dj Mate

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Giardino Selvaggio Weekender

17 Giugno 2018

Vicolo Calusca

Presentazione del libro “Vicolo Calusca” di Umberto Lucarelli
Partecipano: Umberto Lucarelli, Marco Passeri, Tommaso Spazzali, Davide Steccanella
Letture: Luca Passeri, Alessandro Ferrara

Parte Prima

Parte Seconda

Ci sono fiori che aspettano anni prima di sbocciare, gesti che per compiersi necessitano di una vita, così questa biografia di Primo Moroni esce a distanza di vent’anni dalla sua scomparsa.
A ben guardare, però, non si tratta di una biografia, o non si tratta solamente di una biografia.
Il materiale che esce dalla penna di Umberto Lucarelli è un denso spaccato di un pezzo di storia recente che qui è vagliato attraverso lo sguardo presente e attento dell’autore. Le sue parole occupano
quarant’anni di storia attraversando quel lasso di tempo che ha portato la città, Milano, a trasformarsi da teatro di un conflitto sociale aspro ma al contempo espressione di grandissima vitalità ed energia, in simulacro di locali dove, come proprio Primo diceva, si vendono “vino e panini senza amore e senza memoria”.
Qui invece la memoria è la vera protagonista. Non si tratta però di quell’attività rigorosa che a posteriori cerca di ricostruire nessi di causa ed effetto ma piuttosto di quel lavorio complesso del ricordare che si nutre di affinità e sentimenti, che si permette repentini scarti temporali, capriole nel tempo e nello spazio in cui si palesa, così, la presenza di uno sguardo dell’oggi sul passato. Vicolo Calusca è un libro sulla memoria.

Giardino Selvaggio Weekender

16 Giugno 2018

2-giorni al Giardino Primo Moroni di Via Conchetta (angolo Via Troilo):

MURALE WORK IN PROGRESS BY AMPPARITO

ABOUT ACCEPTING THE TERMS AND CONDITIONS

The first mural I painted in my life was in Milan almost 3 years ago. This was part of a series related with privacy; it was called “I accept the terms and conditions”. I loved the way fish baits works, they are beautiful, shiny, and aesthetic but at the same time they use that attractiveness to kill by cheating.

My friend Manu organized a festival so he invited me again to do the second part of this piece. Since the first mural a lot of things change about privacy, we are using for first time a new policy after Cambridge Analytica case. It is quite metaphorical how before, to accept the terms and conditions, giving your personal info, involved some sort of formality, dialog boxes, flat colours, boring paragraphs but since then the way to get our info has changed, before, you sold your soul to get something useful that you needed, programs, bank accounts, applications, but the interesting issue is that our info, specifically the one used to manipulate masses (brexit and US elections), was obtained by silly tests which offer you, through some questions, to know what kind of animal or famous actor you are.

Following this trend I decided to buff out the old version with a new one more connected with this times, changing any sing of violence or strictness for playfulness.

The ironic things is that probably this garden is the only place in Milan where there isn’t Wi-Fi, here you only can get Wiiiiiiiiiiiiii-Fi

Dj Napalm & Dj Mate

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Parte Quarta

Parte Quinta

Parte Sesta

Parte Settima

 

FAME

Presentazione film documentario “FAME” (2017) di Angelo Milano e Giacomo Abbruzzese
Documentario sul Fame Festival, festival randagio di arte pubblica, illegale e senza sponsor di Grottaglie, con artisti tra i quali Blu, Conor Harrington, Ericailcane, Os Gemeos, Escif e Vhils.
Il documentario racconta perchè il festival è finito al momento di massimo successo.

Presentazione: (frammento)

HUGO RACE & MICHELANGELO RUSSO + Violetta DelConte-Race

14 Giugno 2018

HUGO RACE & MICHELANGELO RUSSO + Violetta DelConte-Race

Violetta Del Conte-Race

 E’ un musicista con sede a Melbourne, in Australia. Violetta ha iniziato a scrivere canzoni alla chitarra e al pianoforte e si esibisce da solo all’età di 16 anni. Le sue canzoni sono spesso basate su riff o accordi ripetitivi, influenzati liricamente per esperienza personale, arte visiva e scenari immaginari. Oltre ad essere una cantautrice solista, suona nella rock band Primo! il cui primo album sarà pubblicato in Australia e in Europa attraverso l’etichetta londinese Upset The Rhythm il 13 luglio 2018.
https://primocassetto.bandcamp.com/

HUGO RACE & MICHELANGELO RUSSO

Parte Prima

Parte Seconda

Un disco di blues, nel nome di John Lee Hooker a un secolo dalla sua nascita, per parlare non solo di blues, ma del dolore, dell’anima nera, dei cupi anfratti dell’esistere, dei demoni che ognuno si porta dentro. Un disco che scende spietato e senza alcuna concessione verso l’essenza stessa della musica del diavolo. I due musicisti australiani dilatano i tempi, con le eccezioni di Love Blues e The World Today, i brani durano tutti fra i 6 e i nove minuti, come se da ogni canzone volessero estrarre ogni stilla di sangue e sudore, di pathos e sentimento. Per questo non cedono ad alcun virtuosismo, alcun autocompiacimento, Hugo Race e Michelangelo Russo hanno realizzato un disco come se stessero officiando una cerimonia spirituale nella quale la celebrazione e l’atto d’amore verso il blues e uno dei suoi massimi esponenti diventano un viaggio verso le radici più profonde della musica del Delta, del popolo che l’ha creata, dei sentimenti che la attraversano, della vita vissuta che pulsa in ogni nota. C’è un rispetto oseremmo dire religioso, sacrale nel modo in cui si avvicinano alla musica, alla figura, alla vita di Hooker, un rispetto che traspare sin dall’inizio, nei primi due minuti strumentali della meravigliosa Hobo Blues, un’arcana solennità, una liturgia proveniente da misteriose lontananze venata di inquietudine.
Una strumentazione essenziale, chitarra, stompbox, armonica, effetti elettronici, più la voce bastano per creare un universo sonoro di rara profondità e bellezza, una bellezza struggente e perfino drammatica, ma da cui è difficile staccarsi e impossibile non restarne affascinati e incantati. L’armonica ha il suono delle ferite e delle lacerazioni, la stompbox batte come i palpiti di un cuore in tumulto, l’elettronica stravolge i suoni, li proietta in una dimensione atemporale, carica di ansia e mistero, ogni nota della chitarra rimane nell’aria vibrante ed evocativa, il suo suono affonda nelle acque del Mississippi e nella polvere del Sahara, là dove tutto è nato. Della voce di Hugo Race abbiamo più volte parlato elogiandone la grande e profonda forza espressiva, ebbene stavolta il suo talking blues è così evocativo, ipnotico, intenso da lasciare senza fiato, ogni parola sembra rimanere a volteggiare nell’aria prima di penetrare dentro la nostra anima e scuoterla sin nel profondo.
Delle otto straordinarie canzoni di questo “John Lee Hooker’s World Today” due almeno, a nostro parere,  meritano di essere citate: la lancinante, sferragliante Hobo Blues, autentica epopea del nomadismo e della frontiera, della solitudine, della nostalgia, la stompbox batte il tempo monotono di un treno a vapore, l’armonica evoca il fischio dello stesso treno che lacera il silenzio della notte, i suoni trattati da Michelangelo Russo raggiungono nel finale l’aspra durezza dell’industrial; la dolorosa Decoration Day, qui la voce di Race si fa più scura che mai, un recitativo intriso di attonita sofferenza, su tutto il brano volteggiano le ali scure della crudele e implacabile falciatrice, l’atmosfera si fa più intima e raccolta, l’armonica iniziale langue sfinita, gli effetti elettronici e le note gelide della chitarra sono permeate del mistero scandaloso della morte. Se non siamo di fronte a un capolavoro, ci siamo almeno molto vicini.

STAND 4 WHAT! – Razza, rap e attivismo nell’America di Trump

09 Giugno 2018

STAND 4 WHAT! – Razza, rap e attivismo nell’America di Trump
Dj Set: Calamity Jade & Vaitea
Presentazione del libro: STAND 4 WHAT! – Razza, rap e attivismo nell’America di Trump (AgenziaX) di U_Net con U_Net e Marco Philopat

VAITEA

CALAMITI JADE

Parte Prima

Parte Seconda

STAND 4 WHAT! – Razza, rap e attivismo nell’America di Trump (AgenziaX) di U_Net con U_Net e Marco Philopat

Parte Prima

Parte Seconda

VAITEA & CALAMITY JADE

Parte Prima

Parte Seconda

AY NICARAGUA NICARAGÜITA

06 Giugno 2018

AY NICARAGUA NICARAGÜITA
Daniel Ortega: la triste parabola di un ex guerrigliero al potere
Un dialogo a viscere sul tavolo con ROSELLA SIMONE appena tornata dal Nicaragua

Parte Prima

Parte Seconda

Vorrei parlare del Nicaragua, delle motivazioni che hanno scatenato una insofferenza che inizia nel 1990 ma che si intensifica con il ritorno di Daniel Ortega e consorte al potere nel 2007. Del “Movimento degli studenti 19 aprile”, delle sue ragioni e delle sue richieste. Ma soprattutto vorrei discutere sul potere così corruttore da trasformare un guerrigliero in despota, e non succede solo in Nicaragua. Del potere che allontana così tanto dalla realtà che vive la gente comune da perdere i contatti e finire per pensare di poter rabbonire la voglia di giustizia regalando a “poveri” contadini qualche lamina di zinco con cui coprire il tetto. Di soddisfare la fame di conoscenza dei giovani offrendo una scuola gratuita che non insegna e pensando che basti una propaganda ben orchestrata e il possesso di tutti i mezzi di comunicazione per tacitare il malcontento. “Il cellulare è la mia arma” dicono, per ora, gli studenti della Upol (il politecnico di Managua) e l’hanno usata molto e bene. E anche di questa sinistra, romantica a parole e opportunista di fatto, che non osa prendere posizioni e neanche informarsi… Certo, ci possono giocare dentro molti fattori e molti interessi; a noi però il compito di non lasciarli soli, almeno cercare di capire.

Contro il tecno-capitalismo. Le narrazioni del neoliberismo “progressista” e la ristrutturazione tecnologica

30 Maggio 2018

LOST/Le lunghe ombre della scienza e della tecnica:
Contro il tecno-capitalismo. Le narrazioni del neoliberismo “progressista” e la ristrutturazione tecnologica con Carlo Formenti

Parte Prima

Parte Seconda

SETTANT’ANNI DI NAKBA PALESTINESE

29 Maggio 2018

VISTI DALL’ALTRA PARTE: SETTANT’ANNI DI NAKBA PALESTINESE

Presso l’Aula Crociera Alta di LettereUniversità degli Studi di Milano, via Festa del Perdono 7

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Partecipano:
SHLOMO SAND
Professore di Storia contemporanea, presso l’Università di Tel Aviv
“La creazione della narrazione sionista”

ARTURO MARZANO
Università degli Studi di Pisa
“Gli eventi del 1948: fra storia e storiografia””

JEFF HALPER
Antropologo, cofondatore e direttore dell’Israeli Committee Against House Demolitions (ICAHD)
“Operatori di base nella fase post-sionista: la lotta contro la demolizione delle case come esempio”

OREN YIFTACHEL
Professore di Geografia politica, presso l’Università Ben Gurion del Negev
“Israele come etnocrazia: ebraizzazione del territorio come pratica di esclusione a danno dei palestinesi”

Coordinano:
MARCO GEUNA
Professore di Filosofia politica, presso l’Università degli Studi di Milano

MOHAMMED YOUNIS
Architetto e urbanista

Il seminario è presentato dall’Assemblea della Statale
https://it-it.facebook.com/AssembleaStatale/

ed è organizzato a cura di Calusca City Lights
libreriacalusca@yahoo.it

SETTANT’ANNI DI NAKBA PALESTINESE

28 Maggio 2018

SETTANT’ANNI DI NAKBA PALESTINESE
Incontro-discussione con Mohammed Younis, Shlomo Sand, Jeff Halper

Parte Prima

Parete Seconda

Alcune tendenze totalizzanti nella società artificiale

27 Maggio 2018

LOST/Le lunghe ombre della scienza e della tecnica:
Alcune tendenze totalizzanti nella società artificiale con Renato Curcio

Parte Prima

Parte Seconda

È esperienza comune che le nostre relazioni di qualsiasi tipo vengano sempre più frequentemente intermediate da dispositivi digitali. I legami interumani diretti lasciano il posto a mille forme di connessioni indirette e artificiali. Il marketing delle ‘internet company’ accompagna questa mutazione tecno-sociale con nuovi miti. La potenza degli smartphone, le meraviglie dell’intelligenza artificiale, la panacea dei robot per alleviare le fatiche del lavoro, la rivoluzione dei big data e il paradiso terrestre dell’internet delle cose.
Un’assuefazione acritica maschera la nostra ignoranza sulle reali implicazioni di questa ulteriore evoluzione del capitalismo.
[…]
Ben oltre la società industriale, la società industriale, la società dello spettacolo e la modernità liquida, la società artificiale ci mette dunque di fronte al germe accattivante e vorace di un nuovo totalitarismo. Un totalitarismo tecnologico che, a differenza di quelli ideologici del Novecento, invade e colonizza il luogo più “sacro” e fondamentale delle libertà. D’altra parte una matura consapevolezza di questa estrema deriva può essere anche il punto di partenza per un’ulteriore rimessa in discussione delle classi sociali e del destino di specie.

È esperienza comune che le nostre relazioni di qualsiasi tipo vengano sempre più frequentemente intermediate da dispositivi digitali. I legami interumani diretti lasciano il posto a mille forme di connessioni indirette e artificiali. Il marketing delle ‘internet company’ accompagna questa mutazione tecno-sociale con nuovi miti. La potenza degli smartphone, le meraviglie dell’intelligenza artificiale, la panacea dei robot per alleviare le fatiche del lavoro, la rivoluzione
dei big data e il paradiso terrestre dell’internet delle cose.
Un’assuefazione acritica maschera la nostra ignoranza sulle reali implicazioni di questa ulteriore evoluzione del capitalismo.
[…]
Ben oltre la società industriale, la società industriale, la società dello spettacolo e la modernità liquida, la società artificiale ci mette dunque di fronte al germe accattivante e vorace di un nuovo totalitarismo. Un totalitarismo tecnologico che, a differenza di quelli ideologici del Novecento, invade e colonizza il luogo più “sacro” e fondamentale delle libertà. D’altra parte una matura consapevolezza di questa estrema deriva può essere anche il punto di partenza per un’ulteriore rimessa in discussione delle classi sociali e del destino di specie.
Sapremo scegliere o ci accontenteremo di essere scelti?

[Renato Curcio. L’impero virtuale. Colonizzazione dell’immaginario e
controllo sociale, Sensibili alle foglie 2017]