Elephant Woman

17 Febbraio 2019

Cox18 THEATERARBEIT presenta:
Silvia Lorenzo in Elephant Woman di Andrea Gattinoni

sono la palla di neve sporca con la corona di proiettili e il cuore di topazio | sono la bambina con la pistola | il coltello preso per la lama | sono la donna elefante

Topazio B. | 35 anni | abbandona la propria identità sociale e diventa una criminale violenta | la sua è la metamorfosi di una donna sottomessa in un demone primordiale che percorre le strade del mondo portando caos lussuria e distruzione | come una tempesta | Elephant Woman è il racconto dei suoi spostamenti fra il nord e il centro Italia | Topazio B. è Elephant Woman

HUNDEBISS NIGHT

15 Febbraio 2019

HUNDEBISS NIGHT: DEJI OKEZE – KO OLSLIKBACK

KO OL

London’s sweetest selecter
https://www.nts.live/shows/sweet-boys

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

DEJI OKEZE

The greatest songwriter of our generation
https://soundcloud.com/okazeduke

SLIKBACK

The most exciting young electronic producer coming out of East Africa
https://soundcloud.com/freddymn

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

NAVEN + Jean Rouch: il cinema etnografico

10 Febbraio 2019

Presentazione Naven + divagazioni sul cinema antropologico di Jean Rouch con Flavio Vida

Proiezione di due film di Jean Rouch: “Les Maïtres Fous” (1955) e “Circoncision, Rite de circoncision des enfants de Hombori, un village du Mal” (1949)

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Parte Quarta

Naven è una rivista/fanzine di antropologia, edita anonima da un collettivo di studenti milanesi. Si ripromette, attraverso la sua forma cartacea di foglio volante di uscire dalle mura accademiche, cercando di condividere riflessioni e analisi anche con chi non si interessa direttamente di antropologia. Lo fa nel tentativo di comprendere ciò che accade negli universi della politica, dell’attualità, della storia e delle cose del mondo adottando un determinato posizionamento politico e uno sguardo di tipo antropologico, utile a porre l’attenzione non solo sul dove si guarda, ma anche e soprattutto sul come si guarda a certe dinamiche.
Jean Rouch (1917-2004) è stato un documentarista etnografico, autore del cosidetto “cinéma vérité” ed ispiratore della Nouvelle Vague. Avanguardista nel campo della tecnica cinematografica ha speso buona parte della vita in Africa producendo documentari di ricerca etnografica, collaborando con antropologi e sociologi come Edgar Morin, Claude Levi-Strauss e Marcel Griaule.

Kaelan Mikla + Some Ember

09 Febbraio 2019

Live on Stage: Kaelan Mikla + Some Ember

Some Ember

Kaelan Mikla

Parte Prima

Parte Seconda

Icelandic post-punk meets death-synth trio Kælan Mikla returns for the group’s third album, Nótt Eftir Nótt. Topping a year that catapulted the band onto stages shared with the likes of The Cure and Placebo, Nótt Eftir Nótt is Kælan Mikla at their most confident, and their most deadly. It’s been five years since Margrét Rósa Dóru-Harrysdóttir, Laufey Soffia, and Sólveig Matthildur Kristjánsdóttir formed the band in Reykjavik, but after several tours and high-profiles stages, as well as two critically-acclaimed albums, Kælan Mikla has brought their A-game in a big way.
Starting off quietly with a creepy, gothed-out ethereal intro, Nótt Eftir Nótt erupts with post-punk brilliance and synthlines that harken back to the bad old days of the Batcave, big hair, and Egyptian-inspired eye-liner. Tracks like the melancholy “Hvernig kemst ég upp?” are wonderfully delightful, while the band goes for the big goth dance number on “Skuggadans,” succeeding with glorious ease. Near the end of Nótt Eftir Nótt, when you’ve already ingested a healthy dose of Diamanda Galas meets The Birthday Party, the title track, produced by popular Icelandic electronic wizard Bang Gang, is basically perfect.
Hot on the heels of shows at Roadburn, Meltdown, and The Cure’s 40th Anniversary, as well as a Fall tour supporting King Dude, Kælan Mikla are set to take their place as one of darkest aural poets on the world stage.

James Leg + The Three Blind Mice

07 Febbraio 2019

Live on stage: James Leg + The Three Blind Mice

The Three Blind Mice

Parte Prima

Parte Seconda

James Leg

Parte Prima

Parte Seconda

John Wesley Myers – as he really is called – first introduced himself as a member of The Immortal Lee County Killers from Auburn, Alabama. Then he became one half of the Black Diamond Heavies cult band, formed in Nashville in 2004. The self-named “vagrants of the world” attacked blues music from a punk perspective, and may be unmatched in performing uncorrupted, scaled and shattered music in this genre.
In that case, James Leg himself would decide to record a solo album in the form of “Solitary Pleasure”, which has since had two sequelers, and the above-mentioned “Below the belt” and the last full length ” Blood on the Keys “released in autumn 2016. All released by the quality-conscious Burbank-based label Alive Naturalsound, which also launched several other cross-border names such as The Black Keys, Lee Bains III and The Glory Fires, Scott Morgan and Andre Williams.

James Leg performs without exception as a duo, centered on the song and distant Fender Rhodes organ and his faithful companion Mat Gaz on drums. It is a high-grade rock’n’soul show, with the sweat lingering and the constant groove everywhere. The song is a chapter in itself. Imagine, if it’s possible, somewhere between Louis Armstrong and Tom Waits. James Leg makes music that hits you straight in the heart and stomach, where it matters, and it’s impossible to sit still. In addition, it’s a wide repertoire, James Leg can tear your heart out of your body if he just wants, as in the incredibly beautiful “I’ll take it” from the last album, and in the next second rock the ass of you with such funky ” Human lawn dart “or punky” Hugging the line “.

Dalla Cina all’Europa: lavoro mobile e catene produttive

07 Febbraio 2019

LOST: Le lunghe ombre della scienza e della tecnica presenta:
Dalla Cina all’Europa: lavoro mobile e catene produttive con Devi Sacchetto

Parte Prima

Parte Seconda

Il seminario esaminerà le condizioni della forza-lavoro, in particolare la sua mobilità e la sua rotazione nel settore della produzione elettronica; i suoi tempi e spazi tendono a venire compressi dalle catene produttive globali al fine di rispondere just-in-time alle domande di mercato. A partire da un lungo lavoro di ricerca sul campo, verranno considerati i processi lavorativi del maggiore terzista mondiale di prodotti elettronici, la Foxconn, che ha la sede centrale a Taiwan. Con circa 1,3 milioni di dipendenti in vari Paesi, la Foxconn produce per i colossi dell’elettronica: Apple, Microsoft, Google, Intel, HP, IBM, Dell, Cisco, Amazon, Sony e Nintendo. Nel corso degli ultimi vent’anni, oltre che nei suoi mega-stabilimenti situati nella Repubblica popolare cinese, la Foxconn ha investito in nuove fabbriche in alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale.
Nell’ambito dell’incontro si confronteranno le pratiche lavorative messe in campo dalla Foxconn in Cina e in Europa per sottolineare come, al di là delle somiglianze, occorra tenere presente sia i contesti socio-istituzionali sia la composizione della forza lavoro. E’ infatti a partire da questi due elementi che si evidenziano diverse forme di resistenza del lavoro vivo che hanno in parte indotto e in parte costretto la multinazionale ad adottare strategie alternative che potrebbero fare tendenza anche al di là dell’Europa centro-orientale.

ANANDA MIDA feat. Conny Ochs + The Howling orchestra

01 Febbraio 2019

Live on stage: ANANDA MIDA feat. Conny Ochs + The Howling orchestra

The Howling orchestra

ANANDA MIDA feat. Conny Ochs

Parte Prima

Parte Seconda

Donne oltre le armi – Tredici storie di sovversione e genere

30 Gennaio 2019

Donne oltre le armi – Tredici storie di sovversione e genere di Rosella Simone (Milieu Edizioni)
L’autrice ne parlerà con Tiziana Villani

Parte Prima

Parte Seconda

Avevo voglia di parlare delle donne della mia generazione. Donne nate nel novecento che hanno vissuto la loro epoca e che perciò si sono dovute misurare con regimi dittatoriali di destra e di sinistra e altre che di fronte alla prepotenza del capitale hanno cercato la loro libertà e quella di tutti anche con le armi ma che delle armi non hanno fatto un feticcio. Alcune sono mie amiche, altre le ho appena sfiorate ma tutte sono, in vario modo, legate alla mia vita; per questo la storia dei nostri incontri accompagna le storie che le altre mi raccontano con gli occhi di oggi e le parole di ieri.

Storie di donne che in vari angoli del mondo hanno scelto la lotta, in molti casi armata. Si parte dall’Italia con Nadia Ponti, condannata per la militanza nelle Brigate rosse a più ergastoli, lancia oggi questo imperativo “scomodarsi”, un andare verso l’altro che non è la cura ma inseguire il desiderio come possibilità di reinventare il mondo. Susanna Ronconi, condannata per Prima linea rivendica il diritto a una biografia degli sconfitti.
Senza eroismi ma con risolutezza raccontano la loro vita anche altre donne: Enza Siccardi, anarchica, Ruth Torres (del Frente sandinista nicaraguense), Delia Cornejo (Frente Farbundo Martì), Petra Krause (tedesca internazionalista), Marisa (Frap), Diana Chuli scrittrice albanese che a vissuto la dittatura di Enver Hoxha e Clara Queroz in Portogallo sotto la dittatura fascista di Salazar. Infine c’è Nessrim Abdullah comandanta kurda sul fronte di Rojava.
Da qualche anno il tema del rapporto tra donne e la miltanza nei gruppi armati è diventato centrale nella memorialistica della storia politica novecentesca. Rispetto ad altri libri apparentemente analoghi, Rosella Simone affronta il tema con uno sguardo interno e utilizzando lo strumento dell’incontro, finendo per tracciare storie che vanno oltre il racconto della militanza politica e diventano affresco di un’epoca di emanicpazione femminile.

Rosella Simone è nata ad Alassio, giornalista, scrittrice e attivista politica, collabora con diverse testate giornalistiche,
Per Milieu edizioni ha pubblicato La casa del nulla (con Giuliano Naria).

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