Category Archives: Musi Calusca

MISFIT. Troppo anarchico per definirmi anarchico

13 Ottobre 2018

Presentazione del libro: “MISFIT. Troppo anarchico per definirmi anarchico” di Paolo Faccioli

Parte Prima

Parte Seconda

CANTATA COLLETTIVA insieme al CORO INGRATO e altri musicisti

CORO INGRATO

MILANO. Le parole del dialetto dimenticate

21 Marzo 2018

MILANO. Le parole del dialetto dimenticate [Colibrì, 2018] di Marco Caccamo e una cantata con NADIR SCARTABELLI (e i canzun de Milan)

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

UN PAESE FATTO DI LIBRI – Viaggio nell’Albania letteraria di oggi

24 Settembre 2017

UN PAESE FATTO DI LIBRI – Viaggio nell’Albania letteraria di oggi
Incontro con Mauro Geraci

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

A partire da una ricerca avviata nel 2002, Mauro Geraci proporrà un viaggio nel grande fermento letterario e editoriale che, specie dal 1991, anno finale del regime “comunista” durato mezzo secolo, condiziona la trasformazione socio-politica dell’Albania. Le continue ed effervescenti iniziative letterarie movimentano di fatto un mare di libri, autori e autorità attraverso cui il passato albanese viene ripensato nelle sue storiche contraddizioni e riadattato alla difficile costruzione del futuro.
Il mare di libri che oggi condiziona la vita albanese finisce però per riproporre, nello stesso tempo, un’idea “prometeica” di storia nazionale. E allora ecco circolare “figure” come la “rocca illirica”, Prometeo, Scanderbeg, Kadare, Madre Teresa, i partizan e i martiri della nazione, come anche le montagne, le piramidi, i “palazzi dei sogni”, le memorie dei gulag, come infine il teatro del sangue e delle aquile, dei ponti e del mare.
In questa produzione mitopoietica le stesse pratiche editoriali, quali derivazioni di un nazionalismo romantico, riaggiornano l’Albania della vincente perdita e le metamorfosi di un albanismo per molti aspetti ancora utile alla transizione post-”comunista”.
Emblematica in questo senso risulta la tragica vita, l’opera e l’altissimo impegno civile di Musine Kokalari, prima grande scrittrice e poetessa albanese del Novecento, perseguitata oltre ogni limite dal regime. Nei suoi intensi, partecipati racconti Musine Kokalari per la prima volta solleva la “questione femminile” denunciando i drammi della società rurale albanese, con uno sguardo critico, introspettivo, filosofico e antropologico che emerge soprattutto dalla sua autobiografia giovanile, scritta nella Roma fascista, durante gli anni di studio alla Sapienza, e che solo di recente ha visto la luce.
Alla fine, in una mostra multimediale di documenti fotografici, sonori, poetico-musicali, letterari e audiovisivi, Mauro Geraci esemplificherà le principali retoriche e simbologie che, dal regime di Enver Hoxha, hanno segnato e tuttora segnano la rincorsa alla fatale Albania.
MAURO GERACI, professore associato di Etnologia presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, nonché attento continuatore e interprete della tradizione dei poeti-cantastorie siciliani, è autore di vari volumi, tra cui:
Le ragioni dei cantastorie. Poesia e realtà nella cultura popolare del Sud (1997);
Il silenzio svelato. Rappresentazioni dell’assenza nella poesia popolare in Sicilia (2002);
Prometeo in Albania. Passaggi letterari e politici di un paese balcanico (2014);
– inoltre, insieme con l’archivista Simonetta Ceglie, ha curato le memorie giovanili di Musine Kokalari, La mia vita universitaria. Memorie di una scrittrice albanese nella Roma fascista. 1937-1941 (2016).

IL NAUFRAGIO DEL SIRIO

14 Settembre 2017

IL NAUFRAGIO DEL SIRIO

Parte Prima

Parte Seconda

Nel secolo successivo all’Unità d’Italia, tra il 1868 e il 1970, circa trenta milioni di nostri connazionali, sotto lo stimolo del bisogno, della miseria e della fame, ma anche spinti dalla speranza in un destino migliore, lasciano il Belpaese per cercare fortuna all’estero. Di questi, quasi dodici milioni varcano l’oceano verso le Americhe, su navi che partono regolarmente dai porti italiani. Il “Sirio” per oltre vent’anni aveva solcato l’oceano, trasportando migliaia d’emigranti verso il miraggio delle lontane Americhe, fino a quel fatale pomeriggio del 4 agosto 1906, quando andò a schiantarsi contro le scogliere di Capo Palos, davanti alla città di Cartagena.

L’autore, Giorgio “Getto” Viarengo, ha ricostruito minuziosamente la realtà e le condizioni di vita delle classi subalterne in Liguria alla fine dell’Ottocento, condizioni esemplificate dalle storie di contadini, questuanti ed emigranti. Dettagliata è anche lanalisi della tragedia, degli eventi che la precedettero e del contesto in cui essa avvenne.

L’organizzazione dei viaggi dei migranti, già allora, era un business che seguiva le stesse logiche di spietato profitto economico di oggi: pare infatti che il “Sirio” lungo la rotta “ufficiale” avesse imbarcato anche un folto numero di clandestini che, a bordo di barche, lo raggiungevano al largo della costa spagnola. Donde il fatto che rimane a tutt’oggi sconosciuto il numero effettivo delle vittime.

In ricordo dell’immane sciagura fu in seguito creato un museo a Capo Palos. La tragedia ebbe vasta eco anche in Italia. A consegnarcene la memoria sono le illustrazioni della “Domenica del Corriere” e i fogli volanti dei cantastorie, interpreti del sentire comune. Il volume di Viarengo ne offre numerosi esemplari.

Giorgio “Getto” Viarengo, ricercatore, scrittore e storico, si occupa fin dagli anni Settanta di ricerche etnografiche sul territorio ligure e ha pubblicato diversi articoli e libri, tra cui: Alla ricerca dei Cereghino cantastorie in Favale (1980), Siam venuti a cantar Maggio (2000) e

Il ramarro e la sua coda. Religiosità, superstizione e cultura popolare nella Liguria di Levante (2013).

ANARCHICI A MILANO (1870-1926) – Storie e interpretazioni

15 Giugno 2017

Presentazione del libro: ANARCHICI A MILANO (1870-1926) – Storie e interpretazioni di Fausto Buttà [Zero in Condotta, Milano, 2017]
Partecipano: Fausto Buttà, Franco Schirone e il Coro Ingrato

Coro Ingrato

Il testo racconta la storia del movimento anarchico milanese a partire dalle sue origini fino alle leggi sulla stampa emanate dal regime fascista. Nonostante le numerose ricerche sull’anarchismo italiano condotte negli ultimi 40 anni circa, la storia degli anarchici milanesi è tuttora avvolta da un velo di mistero. I pochi studi esistenti vertono su argomenti, episodi e personaggi specifici. Per la prima volta, e utilizzando fonti non prese in considerazione da altri ricercatori, il testo proposto racconta in modo esaustivo, ma non definitivo, la storia del movimento anarchico nella Milano di fine Ottocento e inizio Novecento. Esso fa luce sia sulle teorie degli anarchici, spesso esposte sulle pagine dei loro numerosi giornali, sia sulle pratiche e iniziative da loro portate avanti. Il testo racconta alcune storie affascinanti di anarchici italiani che operarono a Milano e che vissero a cavallo tra i due secoli; ne descrive gli stili di vita e le campagne politiche, e ne analizza i dibattiti ideologici.

Fausto Buttà è un ricercatore presso l’Università del Western Australia,
dove insegna anche storia e lingua italiana.

 

L’ITALIA L’È MALADA – Le canzoni dell’altra storia

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18 Dicembre 2016

L’ITALIA L’È MALADA – Le canzoni dell’altra storia:
Presentazione del nuovo libro-fumetto della Calusca con CD del Coro Ingrato
Spettacolo del Coro Ingrato con canti e letture dall’“Italia l’è malada”
Viaggio attraverso i canti e le figure che hanno scandito le tappe più importanti della storia del movimento contadino e operaio tra il 1880 e il 1960

Parte Prima

Parte Seconda

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