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Mezzo secolo di autogestione – Collezione di Attimi

22 Maggio 2026

MEZZO SECOLO DI AUTOGESTIONE – COLLEZIONE DI ATTIMI
https://cox18.noblogs.org/post/2026/05/17/collezione-di-attimi-22-23-24-05-2026/

COLLEZIONE di ATTIMI

mostra fotografica
a cura di Michele Barox D’Alessio

ll passato è pieno di sorprese…

Il punk non è solo musica, il punk è un atteggiamento, è un’attitudine, è la coerenza.
Il punk è una scelta e le scelte che abbiamo fatto nel passato influenzano il nostro presente.
Il futuro è determinato da ciascuno di noi, in una sanguinosa competizione tra ciò che eravamo e ciò che siamo.

Torino anni ’80. La città italiana dell’auto. Tecnologia all’avanguardia, fabbriche e noia. Cielo grigio (e) piombo che aleggia su questa città di padroni e operai.
Il futuro di molti giovani è alla catena di montaggio o, se sono “fortunati”, dietro ad una scrivania di un anonimo ufficio.
Alcuni decidono di restarne fuori e non rimanere tritati nella micidiale macchina di un futuro che gli è già stato confezionato da altri. Sono coloro che rifiutano di conformarsi all’equazione Torino = automobili, smascherando già il produci-consuma-crepa.
È l’inizio di una trasformazione personale e collettiva alla ricerca di spazi autogestiti in cui i giovani possano condividere i loro sogni, creare e organizzare la loro rabbia, e che farà vivere uno dei movimenti giovanili più fertili ed entusiasmanti al mondo nel suo genere.
Rabbia che risuona dai microfoni dentro a scantinati umidi che diventano sale prova.
Rabbia che si è trasformata nel riff secco di una chitarra elettrica. La rabbia che è scritta sui volantini dei concerti e urlata nelle manifestazioni contro il sistema. Il sogno è cambiare il mondo, provarci, e cambiare soprattutto la propria esistenza !!

La mostra “Collezione di Attimi” è un atto di memoria collettiva che coinvolge tutti coloro che hanno vissuto quel periodo ed è rivolta a coloro che sapranno organizzare e vivere la propria ribellione. È dedicata al movimento punk torinese degli anni Ottanta, a chi ci ha lasciato troppo presto e alla rete di relazioni costruite per inseguire gli stessi sogni e gli stessi desideri nel mondo.

Michele ‘Barox’ D’Alessio, da batterista, dava libero sfogo alla sua rabbia sulle pelli dei tamburi di una band che è diventata leggenda. La stessa rabbia che fa salire il Barox su un treno, non ancora ventenne, da Torino a Berlino per suonare in tour con i Negazione.
Il suo incontro con Berlino fu così impressionante e allo stesso tempo fatale che finirà per rimanerci.

Il passato è sempre pieno di sorprese…

DISCO ACCIAIO

DISCO ACCIAIO è la nuova uscita della storica zine HYDRA MENTALE.

Si presenta nel formato 45 giri che contiene un 7 pollici con i brani Acciaio e Ambienti saturi, registrati nel 1986 da JoyKix Kix.

Il nastro con queste registrazioni è stato ritrovato indenne alla fine del 2025, nell’archivio di Hydra Mentale in uno scatolone ritenuto perso alla fine degli anni ’80 durante un trasloco.

I brani sono stati realizzati in presa diretta, con una batteria elettronica, un mixer, percussioni con elementi metallici amplificati e voce. Tutto completamente DIY, in linea con l’estetica e l’etica PUNK. Il suono ottenuto è puro EBM (Electronic Body Music).

Questa nuova unica e straordinaria uscita di HYDRA MENTALE, ha una tiratura di 150 copie. Ogni esemplare è numerato ed è confezionato in un poster unico, realizzato rielaborando scatti fotografici dell’epoca, ed è accompagnato da una micro-fanzine altrettanto unica, dove il materiale visivo è stato ulteriormente rielaborato. Anche tutte le 150 buste contenenti il disco sono elaborate graficamente a mano.

Milano. 1986.

Stavamo lavorando intensamente al lancio dell’Helter Skelter. Il Virus ormai era all’ultima tappa, piazza Bonomelli, vicino alla casa bianca di Rogoredo dove abitavamo. La casa all’amianto.

Dopo i concerti al Virus, non si potevano lasciare gli strumenti dentro lo stabile, troppo conciato, troppo rischioso. Così ce li tenevamo nelle nostre piccole camere-celle a Rogoredo. Io vicino al letto avevo il mixer. Una bestia da un tot di canali (molti). Avevo anche una batteria elettronica con cui facevamo sperimentazioni varie. E anche un radioregistratore portatile. E una piastra di registrazione di uno stereo. Il mio letto era piazzato sopra una struttura metallica fatta con i cosiddetti “bullonati”. Metallici al punto giusto. Custodivo anche un paio di microfoni del Virus. Perché lasciare inutilizzato tutto questo bendidio? E stavo anche lavorando alla nuova fanzine post Hydra Mentale. Avevo dei pezzi. Avevo tutto quello che mi serviva per registrare.

Quindi con un paio di bulloni come strumenti ho cominciato a registrare le basi. I bulloni rimbalzavano sui piani dei bullonati microfonati. La batteria elettronica mandava impulsi al mixer. Io urlavo e biascicavo nell’altro microfono. Incisioni e sovraincisioni. Riverberi, echi e larsen controllati, tutto entrava e usciva da un marchingegno autocostruito e assai precario.

C’erano anche un tot di foto degli edifici industriali abbandonati della Bovisa. Entravamo nelle fabbriche dismesse a fare spedizioni perlustrative. Io a fare foto e Super8.

Questo disco è il risultato del ritrovamento di due registrazioni.

Le grafiche sono rielaborazioni attuali di elementi derivati da una decina di negativi dell’epoca, i pochi sopravvissuti a svariate peregrinazioni.

Suoni e immagini lacerati per questi tempi laceranti, fantasmi che ancora infestano e si agitano.

NEGAZIONE il giorno del sole

Presentazione Libro “NEGAZIONE il giorno del sole” di Negazione –  Shake edizioni – 2025. Con Tax, Barox, Deemo e Gomma

Di nuovo disponibile! “I Negazione spiegati ai bambini di oggi”: è questo il filo conduttore di questo esclusivo e originale progetto, sviluppato in accordo e con il contributo attivo dei componenti storici della band: Guido “Zazzo” Sassola, Roberto “Tax” Farano e Marco Mathieu.
Hanno deciso di raccontare se stessi e quel periodo attraverso musica, testi e foto, in maniera semplice e prendendo la giusta distanza da questa esperienza irripetibile: l’avventura artistica, umana e sociale di una band simbolo.
Il cd include i loro 2 dischi più importanti, Condannati a morte nel vostro quieto vivere e Lo spirito continua, con l’aggiunta del brano Il giorno del sole, e questo lo rende un vero e proprio “must” di grande livello per chi ama il sound che ha cambiato e influenzato molti generi – rock, hip hop – successivi e per chi vuole capire “l’atmosfera” non solo musicale di quel periodo.
Integra il cofanetto un libro di 64 pagine scritto a più mani dai componenti della band.
Dedicato a Fabrizio e Marco.

Dj BAROX

“Io affilo la mia falce”. Thomas Müntzer e la guerra dei contadini

12 Aprile 2026 – ore 16,00

Sandro Moiso e Daniele Pepino presentano il libro
Maurice Pianzola
Io affilo la mia falce”. Thomas Müntzer e la guerra dei contadini
[Tabor, Valsusa, dicembre 2025]

In questo libro al confine tra romanzo storico e saggio politico, Maurice Pianzola ripercorre la breve vita di Thomas Müntzer, questo “giovane tedesco” immerso nei travagli del suo tempo: le innovazioni tecnologiche e le espressioni artistiche, il disciplinamento e la proletarizzazione dei lavoratori, lo spossessamento delle autonomie comunitarie. E, ovviamente, la Riforma protestante, le sue correnti radicali e la sollevazione popolare che sfociò nella “grande guerra dei contadini” del 1525, l’evento “più radicale della storia tedesca” (Karl Marx). È a questa rivoluzione che Müntzer consacrò la sua vita, sfidando l’ordine del mondo per realizzare sulla Terra il “Regno della giustizia divina” in cui “omnia sunt communia”, ogni cosa è in comune.

Omnia sunt communia: anticipazione del comunismo e praxis in Thomas Müntzer, di Sandro Moiso

Omnia sunt communia: anticipazione del comunismo e praxis in Thomas Müntzer

Break Construction. Cronache Sincopate di Basso e Batteria

10 Aprile 2026 – ore 21,30

Presentazione del libro:
Break Construction. Cronache Sincopate di Basso e Batteria [edizioni Magmata, Napoli, ottobre 2025] di Artizhan (Franky B), prefazione di Alessio Bertallot

Un viaggio nella cultura breakbeat e hip hop, dalle radici del ritmo sincopato alle sperimentazioni elettroniche come JungleDrum’n’Bass e IDM. Dai primi pattern ritmici di New Orleans ai vinili storici del djing, fino ai pionieri di questa grammatica musicale.

Il volume testimonia una storia in continua evoluzione, con interviste a figure della scena italiana (Agostino Mennella, Andrea Lai, DJ Aladyn, DJ Skizo, DJ Stile, Ice One, Lele Sacchi, Michael Deva Converso, Promenade, Roberto De Rosa) e al californiano D-Styles (Invisibl Skratch Piklz, Beat Junkies Institute of Sound).

“Quel disordine lasciato alle feste ha generato altro dis/ordine. Altri giovani ci hanno frugato dentro e hanno trovato i piatti, i turntables, e hanno cominciato a usarli diversamente da quello che l’ordine estetico degli anni Ottanta avrebbe voluto. Così sono nati nuovi generi, dal Rave, alla Jungle al Trip Hop: mentre ancora qualcuno inorridiva se grattavi la puntina, altri hanno cominciato a farlo per rendere il piatto uno strumento musicale” [dalla prefazione di Alessio Bertallot].

“La storia è un elemento fondamentale al fine della comprensione del nostro viaggio musicale. È necessario ricordare e rispettare ciò che ha generato questa cultura ritmica; ciò va fatto con riverenza ed ossequio. I Breakbeats hanno un vero e proprio lignaggio culturale, come se appartenessero ad una stirpe. Storicamente, i primi esempi di pattern ritmico sincopato fecero la loro comparsa alla fine degli anni ’50, durante le processioni in strada, a New Orleans; fu proprio a queste processioni, chiamate Street Beats, che si fanno risalire le origini di questi ritmi così particolari”.

Da queste strade polverose parte il racconto di Franky B e le pagine diventano i solchi dei vinili che hanno fatto la storia.

Questo libro si divide in tre aree:

– la prima descrive il cammino del breakbeat dall’hip hop ai rave inglesi attraverso le figure dei pionieri e delle produzioni che hanno segnato la nascita e la diffusione mondiale di questi movimenti;

– la seconda affronta la nascita della Break/Jungle/Drum&Bass e di un altro genere musicale, quello dell’elettronica sperimentale, chiamato maldestramente I.D.M. (Intelligent Dance Music). Qui incontreremo figure leggendarie come Aphex Twin, Goldie, Squarepusher, Roni Size…

– la terza riguarda il turntablism ossia suonare un giradischi tramite lo Scratch alla stessa stregua di un qualsiasi altro strumento musicale.

Le “Cronache” si chiudono con una serie di chiacchierate con musicisti importantissimi non solo per la storia musicale dell’autore, ma fondamentali per l’espansione e lo studio dei breakbeats all ’round the world.

Al suono di queste pagine, non si può fare a meno di muoversi.

dj set Artizhan (Franky B)

Fuori la grana o vi ammazziamo!

01 Marzo 2026 – ore 17:30

Presentazione del libro: Fuori la grana o vi ammazziamo! di Alèssi Dell’UmbriTabor, Valsusa, ottobre 2025

Un sodalizio di fuorilegge rivoluzionari, così si può definire il gruppo “Os Cangaceiros”. Una banda di giovani che si organizzarono per vivere senza lavorare ma anche per dare manforte alle lotte che tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ‘90 scossero prigioni, fabbriche e periferie di Francia e non solo.

Scontri di strada e azioni clandestine, truffe alle banche e rock’n’roll, teoria radicale e lotte operaie, grandi bevute, furti, sabotaggi e scorribande per mezza Europa… il tutto sancito da una sorta di sacro senso della amicizia e della lealtà.

Il racconto di questa avventura, dalla voce di uno dei suoi protagonisti, è al tempo stesso una contro-storia vissuta della società europea degli anni ‘80. È infatti proprio per non soccombere a quel decennio terribile che alcuni giovani serrarono i ranghi dando vita a “Os Cangaceiros”, perché «bisognava organizzarsi per attraversare il deserto che avanzava».

”Fuori la grana o vi ammazziamo!”: non so chi avesse fatto questa scritta su un muro di Marsiglia agli inizi degli anni ’80, ma mi era decisamente piaciuta questa minaccia da rapinatore che risuonava come un’ingiunzione di carattere generale verso quelli che tengono i cordoni della Borsa.

Vedi una intervista / presentazione del libro con l’autore:

RECENSIONE:
Sandro Moiso, “La rivoluzione come una bella avventura“, su Carmillaonline.com

Bordiga legge Marx

11 Dicembre 2025 – ore 20,30

Fondazione Amadeo Bordiga

Alessandro Mantovani presenta l’ultimo lavoro di Luigi Gerosa  Bordiga legge Marx

a Luigi

«Il motto di un’arte seria è
questo: poco parlare noi, e
far molto parlare le cose»
(Francesco De Sanctis)
Conferenza al Circolo
Filologico di Napoli,
15 giugno 1879.

«l’amare il proprio lavoro
(che purtroppo è privilegio di pochi)
costituisce la migliore approssimazione
concreta alla felicità sulla terra»
(Primo Levi)
La chiave a stella. Einaudi 1978.

All’inizio dell’anno purtroppo ci ha lasciati improvvisamente Luigi Gerosa tenace e inesausto studioso del pensiero di Amadeo Bordiga. A fine novembre 2024 aveva consegnato al Comitato Scientifico l’ultimo suo lavoro: Bordiga legge Marx – I manoscritti economico – filosofici del 1844. Dopo aver descritto e riassunto i manoscritti parigini di Marx secondo le recenti acquisizioni della MEGA2, Gerosa dà pieno risalto alla potente interpretazione che ne fa Bordiga: non vi è teoria della rivoluzione senza conoscenza dei caratteri della società comunista. Gerosa affronta il pensiero di Bordiga circa il ruolo dell’individuo nella storia e dell’arte nel processo della conoscenza, così come la radicale critica bordighiana della scienza borghese.

NEANCHE UN FILO D’ERBA

06 Dicembre 2025 – ore 18,30

NEANCHE UN FILO D’ERBA – Socioanalisi narrativa di un carcere minorile di Paolo Bellati e Renato Curcio [Sensibili alle Foglie, 2025]

Questo cantiere socioanalitico, realizzato con una ventina di ragazzi di varie nazionalità passati per l’IPM Beccaria di Milano, esplora i nodi degli Istituti Penali per Minorenni così come vengono vissuti e raccontati dai giovani reclusi. La risposta istituzionale all’arrivo sulle coste italiane di numerosi “minori non accompagnati”, basata s’un apparato legislativo sempre più repressivo, viene qui messa in discussione, poiché per questi giovani significa uno sbarramento alla possibilità di costruirsi una vita dignitosa e autonoma. Respingendo sulla strada tantissimi minori stranieri, l’attuale sistema di accoglienza li espone a diventare prede potenziali degli IPM. Luoghi nei quali la violenza esercitata sui loro corpi (dall’assenza di attività creative e remunerate, di mediazione linguistica, di spazi per sé, fino alle minacce, ai pestaggi e alla sedazione farmacologica) si estende alla sfera spirituale (il disconoscimento della loro religione) e identitaria (l’impossibilità di avere un documento atto a effettuare un percorso legale). Le voci di queste giovani vite chiuse per lunghi periodi, mesi quando non anni, in spazi senza “neanche un filo d’erba” ci interrogano.

DIVENIRE RIVOLUZIONARI.E

21 Novembre 2025 – ore 18,00

Incontro con Roberto Ciccarelli
a partire dal suo ultimo libro
DIVENIRE RIVOLUZIONARI.E
Gilles Deleuze, Félix Guattari e noi [DeriveApprodi, Bologna, 2025]
l’Autore ne discute con Cristina Morini e Tiziana Villani
In un tempo in cui gl’incendi rivoluzionari non sono immediatamente visibili, un segnale ai viandanti sulla direzione di un cammino nella notte.
Trent’anni fa Gilles Deleuze ci lasciava, era nato settant’anni prima. In questa duplice ricorrenza Roberto Ciccarelli propone una nuova lettura di uno dei filosofi più influenti al mondo, affrontando in modo sistematico ciò che ha pensato con l’amico Félix Guattari, psicoanalista.
Dalla filosofia alla religione, dai media agli studi culturali, dal teatro all’architettura, dalla pittura al cinema e alla letteratura, il folgorante pensiero di Deleuze e Guattari continua a produrre effetti. Il libro di Ciccarelli permette di attraversare un confronto appassionato con un dibattito che incrocia femminismo e teoria queer, postcolonialismo e decolonialità, ecologia e politica.
Usare le idee esposte nell’Anti-Edipo o in Mille piani come una cassetta degli attrezzi per rispondere al trumpismo e all’offensiva reazionaria, mentre il fascismo muta pelle e ridiventa molecolare in un nuovo regime di guerra. Già il titolo del libro riprende il divenire rivoluzionari.e — un concetto elaborato in testi che parlano del futuro — e lo declina in una prospettiva trasversale ai dualismi di genere, alle gerarchie di classe e di razza, alle frontiere e alla proprietà.
Chi è e che cosa fa:
Roberto Ciccarelli (1973), filosofo e giornalista, è redattore del quotidiano «il manifesto» e ricercatore associato al Laboratoire d’études et de recherches sur les Logiques Contemporaines de la Philosophie dell’Università Parigi 8. Per DeriveApprodi ha pubblicato Forza lavoro. Il lato oscuro del capitale (2018) e Una vita liberata. Oltre l’apocalisse capitalista (2022). Fra gli altri, ha pubblicato per Ponte alle Grazie L’odio dei poveri (2023). Su Gilles Deleuze ha scritto Immanenza. Filosofia, diritto e politica della vita (il Mulino, 2009).