LE RADICI DEL GLICINE – Storia di una casa occupata

02 Dicembre 2017

AgenziaX presenta:
Presentazione del libro: “Le radici del glicine – storia di una casa occupata” di Massimo Pirotta
Dai capelloni ai moicani. Testimonianze da una comunità ribelle sotto l’ombra dei glicini a rappresentare le radici dei movimenti sociali.

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

 

Provate a immaginare una grande casa liberata nel centro di Milano. Un’isola pirata, un concentrato di libertari, famiglie senzatetto, hippie, comunisti, femministe, cattolici del dissenso, operai riottosi, ragazzi di strada ed ex partigiani. Provate a immaginare di entrare in uno dei luoghi più tolleranti e pieni di energia di tutte le epoche. Allora capirete perché proprio in quello spazio furono ospitati i primi scatenati punk che poi daranno vita allo storico Virus.
Via Correggio 18, occupata nel 1975 e sgomberata nel 1984, era un luogo aperto, fulcro di mille incontri trasversali, una sorta di albergo per girovaghi internazionali e asilo per le battaglie sociali del periodo. Un nucleo combattivo di futura umanità in movimento, con iniziative di quartiere, una cassa comune in cui ognuno dava secondo le proprie possibilità, un’assemblea come unica sede decisionale e poi feste o spettacoli teatrali nei capannoni industriali sul retro di un palazzo lussuoso, dove una volta risiedevano i padroni dell’ex fabbrica. In questi appartamenti si era creata una dimensione confusionaria ma quasi idilliaca con una grande terrazza sormontata da meravigliose piante di glicine che riempivano di fiori le primavere degli occupanti, in cui sbocciavano amori e utopie, nascevano bimbi e si sognava un mondo migliore.
Questo libro è stato realizzato grazie alle numerose testimonianze degli ex occupanti di via Correggio 18, raccolte e sviluppate in un clima collettivo che richiama i tempi in cui quella casa rappresentava uno dei motori della produzione di flussi desideranti.

Massimo Pirotta ha collaborato con diverse testate giornalistiche. Organizzatore di rassegne interdisciplinari, nel 1994 è stato produttore artistico del disco I disertori. Omaggio a Ivano Fossati. Nel 2012 ha curato il libro Bloom. Sviluppi incontrollati. Attualmente collabora con “Il Mucchio Selvaggio” e con il sito web “Musica dal palco”.

Rosa Luxemburg – La rivoluzione russa. Problemi di organizzazione della socialdemocrazia russa

25 Novembre 2017

Presentazione del libro:
Rosa luxemburg – La rivoluzione russa. Problemi di organizzazione della socialdemocrazia russa a cura di Massimo Cappitti (Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 201)

Parte Prima

Parte Seconda

CENTO ANNI – Storia e attualità della rivoluzione comunista

30 Settembre 2017

Presentazione del libro CENTO ANNI – Storia e attualità della rivoluzione comunista di Marco Ferrando

Parte Prima

Parte Seconda

UN PAESE FATTO DI LIBRI – Viaggio nell’Albania letteraria di oggi

24 Settembre 2017

UN PAESE FATTO DI LIBRI – Viaggio nell’Albania letteraria di oggi
Incontro con Mauro Geraci

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

A partire da una ricerca avviata nel 2002, Mauro Geraci proporrà un viaggio nel grande fermento letterario e editoriale che, specie dal 1991, anno finale del regime “comunista” durato mezzo secolo, condiziona la trasformazione socio-politica dell’Albania. Le continue ed effervescenti iniziative letterarie movimentano di fatto un mare di libri, autori e autorità attraverso cui il passato albanese viene ripensato nelle sue storiche contraddizioni e riadattato alla difficile costruzione del futuro.
Il mare di libri che oggi condiziona la vita albanese finisce però per riproporre, nello stesso tempo, un’idea “prometeica” di storia nazionale. E allora ecco circolare “figure” come la “rocca illirica”, Prometeo, Scanderbeg, Kadare, Madre Teresa, i partizan e i martiri della nazione, come anche le montagne, le piramidi, i “palazzi dei sogni”, le memorie dei gulag, come infine il teatro del sangue e delle aquile, dei ponti e del mare.
In questa produzione mitopoietica le stesse pratiche editoriali, quali derivazioni di un nazionalismo romantico, riaggiornano l’Albania della vincente perdita e le metamorfosi di un albanismo per molti aspetti ancora utile alla transizione post-”comunista”.
Emblematica in questo senso risulta la tragica vita, l’opera e l’altissimo impegno civile di Musine Kokalari, prima grande scrittrice e poetessa albanese del Novecento, perseguitata oltre ogni limite dal regime. Nei suoi intensi, partecipati racconti Musine Kokalari per la prima volta solleva la “questione femminile” denunciando i drammi della società rurale albanese, con uno sguardo critico, introspettivo, filosofico e antropologico che emerge soprattutto dalla sua autobiografia giovanile, scritta nella Roma fascista, durante gli anni di studio alla Sapienza, e che solo di recente ha visto la luce.
Alla fine, in una mostra multimediale di documenti fotografici, sonori, poetico-musicali, letterari e audiovisivi, Mauro Geraci esemplificherà le principali retoriche e simbologie che, dal regime di Enver Hoxha, hanno segnato e tuttora segnano la rincorsa alla fatale Albania.
MAURO GERACI, professore associato di Etnologia presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, nonché attento continuatore e interprete della tradizione dei poeti-cantastorie siciliani, è autore di vari volumi, tra cui:
Le ragioni dei cantastorie. Poesia e realtà nella cultura popolare del Sud (1997);
Il silenzio svelato. Rappresentazioni dell’assenza nella poesia popolare in Sicilia (2002);
Prometeo in Albania. Passaggi letterari e politici di un paese balcanico (2014);
– inoltre, insieme con l’archivista Simonetta Ceglie, ha curato le memorie giovanili di Musine Kokalari, La mia vita universitaria. Memorie di una scrittrice albanese nella Roma fascista. 1937-1941 (2016).

IL NAUFRAGIO DEL SIRIO

14 Settembre 2017

IL NAUFRAGIO DEL SIRIO

Parte Prima

Parte Seconda

Nel secolo successivo all’Unità d’Italia, tra il 1868 e il 1970, circa trenta milioni di nostri connazionali, sotto lo stimolo del bisogno, della miseria e della fame, ma anche spinti dalla speranza in un destino migliore, lasciano il Belpaese per cercare fortuna all’estero. Di questi, quasi dodici milioni varcano l’oceano verso le Americhe, su navi che partono regolarmente dai porti italiani. Il “Sirio” per oltre vent’anni aveva solcato l’oceano, trasportando migliaia d’emigranti verso il miraggio delle lontane Americhe, fino a quel fatale pomeriggio del 4 agosto 1906, quando andò a schiantarsi contro le scogliere di Capo Palos, davanti alla città di Cartagena.

L’autore, Giorgio “Getto” Viarengo, ha ricostruito minuziosamente la realtà e le condizioni di vita delle classi subalterne in Liguria alla fine dell’Ottocento, condizioni esemplificate dalle storie di contadini, questuanti ed emigranti. Dettagliata è anche lanalisi della tragedia, degli eventi che la precedettero e del contesto in cui essa avvenne.

L’organizzazione dei viaggi dei migranti, già allora, era un business che seguiva le stesse logiche di spietato profitto economico di oggi: pare infatti che il “Sirio” lungo la rotta “ufficiale” avesse imbarcato anche un folto numero di clandestini che, a bordo di barche, lo raggiungevano al largo della costa spagnola. Donde il fatto che rimane a tutt’oggi sconosciuto il numero effettivo delle vittime.

In ricordo dell’immane sciagura fu in seguito creato un museo a Capo Palos. La tragedia ebbe vasta eco anche in Italia. A consegnarcene la memoria sono le illustrazioni della “Domenica del Corriere” e i fogli volanti dei cantastorie, interpreti del sentire comune. Il volume di Viarengo ne offre numerosi esemplari.

Giorgio “Getto” Viarengo, ricercatore, scrittore e storico, si occupa fin dagli anni Settanta di ricerche etnografiche sul territorio ligure e ha pubblicato diversi articoli e libri, tra cui: Alla ricerca dei Cereghino cantastorie in Favale (1980), Siam venuti a cantar Maggio (2000) e

Il ramarro e la sua coda. Religiosità, superstizione e cultura popolare nella Liguria di Levante (2013).

Boxe populaire – Pugni rosso sangue

26 Luglio 2107

ore 18.00 Allenamento

ore 19.00 Presentazione del libro: Boxe populaire – Pugni rosso sangue (AgenziaXdi Fabio Panetta

 

«Non devi avere paura. Vedrai che risolverete tutto.»
«Come fai a esserne sicuro?»
«Perché siete pugili e compagni.»

Milano. Un giornalista scapestrato e precario viene informato di un omicidio avvenuto in una palestra popolare del quartiere Ticinese. Il Callo, ex ribelle ai tempi dell’università e ormai disilluso, intravede la possibilità di realizzare uno scoop sensazionale criminalizzando i pugili militanti, ma una serie di vicissitudini durante tre giornate al cardiopalma scombineranno molte delle sue convinzioni.
Tra allenamenti in strada, case occupate e splendide donne che indossano guantoni, il Callo proverà a schivare ganci e montanti per fare luce in questa sua prima indagine.
Boxe populaire è un doppio libro che mette insieme un noir e una dettagliata mappa narrativa di alcune palestre popolari italiane e straniere.
Negli ultimi anni questo movimento ha invaso le città e restituito al territorio il concetto di sport come diritto al benessere psicofisico, a disposizione di chiunque. Attività autogestite che nascono in spazi recuperati in cui la disciplina sportiva è concepita come strumento di crescita personale e collettiva. Il ripudio delle discriminazioni sociali, razziali e di genere diventa quindi il motore per la promozione del rispetto di se stessi e degli altri.

Fabio Pennetta è un lento e appassionato cicloturista, un pessimo runner, un calciatore mediocre e un discreto pugile delle palestre popolari autogestite. Da diversi anni promuove incontri pubblici ed eventi per lo sviluppo di un movimento di consapevolezza politica e sportiva. Questo è il suo primo libro.

ore 21.30 Proiezione del film VENTIQUATTRO SETTE di Shane Meadows

 

ANARCHICI A MILANO (1870-1926) – Storie e interpretazioni

15 Giugno 2017

Presentazione del libro: ANARCHICI A MILANO (1870-1926) – Storie e interpretazioni di Fausto Buttà [Zero in Condotta, Milano, 2017]
Partecipano: Fausto Buttà, Franco Schirone e il Coro Ingrato

Coro Ingrato

Il testo racconta la storia del movimento anarchico milanese a partire dalle sue origini fino alle leggi sulla stampa emanate dal regime fascista. Nonostante le numerose ricerche sull’anarchismo italiano condotte negli ultimi 40 anni circa, la storia degli anarchici milanesi è tuttora avvolta da un velo di mistero. I pochi studi esistenti vertono su argomenti, episodi e personaggi specifici. Per la prima volta, e utilizzando fonti non prese in considerazione da altri ricercatori, il testo proposto racconta in modo esaustivo, ma non definitivo, la storia del movimento anarchico nella Milano di fine Ottocento e inizio Novecento. Esso fa luce sia sulle teorie degli anarchici, spesso esposte sulle pagine dei loro numerosi giornali, sia sulle pratiche e iniziative da loro portate avanti. Il testo racconta alcune storie affascinanti di anarchici italiani che operarono a Milano e che vissero a cavallo tra i due secoli; ne descrive gli stili di vita e le campagne politiche, e ne analizza i dibattiti ideologici.

Fausto Buttà è un ricercatore presso l’Università del Western Australia,
dove insegna anche storia e lingua italiana.

 

PRIMO DIALOGATO INTORNO AL LIBRO “Esiste un mondo a venire?”

29 Maggio 2017

Calusca City Lights promuove: PRIMO DIALOGATO INTORNO AL LIBRO “Esiste un mondo a venire? Saggio sulle paure della fine” di DÉBORAH DANOWSKI e EDUARDO VIVEIROS DE CASTRO [Nottetempo, Milano, 2017]

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

 

Come scrivono gli Autori nella prefazione, “a partire dalla prima edizione della versione in portoghese di questo libro, risalente alla fine del 2014, la marcia inesorabile del riscaldamento globale da un lato e l’accumulazione di discorsi (nel senso più ampio del termine) sulla ‘fine del mondo’ e sull’Antropocene dall’altro, insieme alla nube di temi che quest’ultimo termine riassume in modo appropriato benché polemico, sono state così implacabili” che urge discuterne.
Perciò questo “primo dialogato” con i traduttori italiani (Alessandro Lucera e Alessandro Palmieri), cui seguiranno ulteriori approfondimenti.
Indice dell’opera
[1] INFINE, SOLI (Ceci n’est pas un monde – Dopo il futuro: la fine
come inizio – Il Grande Dentro: la speleologia speculativa di Gabriel
Tarde); [2] UN MONDO DI PERSONE (La fine delle trasformazioni, o il
primo Antropocene – Antropomorfismo contro antropocentrismo – La
fine del mondo degli indios) [3] UMANI E TERRENI NELLA GUERRA DI
GAIA (La specie impossibile – La fine del mondo come evento
frattale); [4] IL MONDO IN SOSPESO (Credere al mondo); BIBLIOGRAFIA

Posted in programmazione.

Libertà tra i Navigli – La Resistenza in Barona, Lorenteggio, Giambellino, Porta Genova. Milano.

06 Aprile 2017

Presentazione del libro Libertà tra i Navigli – La Resistenza in Barona, Lorenteggio, Giambellino, Porta Genova. Milano. A cura delle Sezioni ANPI della Zona 6, Milano, [aprile] 2016

Parla Ivano Tajetti, coordinatore ANPI Zona 6

Parte Prima

Parte Seconda

“Mia madre, mia zia, a correre nella notte, ad attaccare con la colla fatta con la farina volantini scritti a mano, contro il fascismo e il nazismo, a piangere i compagni morti, a nascondere in cantina armi e munizioni”: testimonianze, narrazioni, storie di partigiani, deportati e oppositori politici del fascismo, percorsi della memoria, con informazioni sui luoghi salienti della Resistenza alla Barona, in Giambellino, al Lorenteggio e a Porta Genova: ci sono le vie e le piazze dove ci si batté, le lapidi di chi è caduto (spesso nel fiore degli anni), la descrizione degli scontri a fuoco, i ricordi di chi c’era, le fotografie dei protagonisti.
Un libro nato per divulgare fatti&cose della Resistenza nella zona sud di Milano.
Un progetto in crowdfunding che, per il settantesimo della Liberazione (1945- 2015), si riallaccia a “un vecchio opuscolo della Sezione, ormai introvabile, che raccontava episodi e storie della Resistenza nel nostro territorio”.
Le due aggressioni fasciste dello scorso sabato 1º aprile, al Gratosoglio Autogestito e a un giovane della Rete Studenti Milano sui Navigli, bastano per “dire” dell’utilità di questa presentazione/discussione.

CONTRE LA LOI TRAVIL ET SON MONDE

05 Aprile 2017

Presentazione del libro “CONTRE LA LOI TRAVIL ET SON MONDE” di Davide Gallo Lassere.
Parlano Davide Gallo Lassere, Andrea Fumagalli, Tiziana Villani

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Alla vigilia delle elezioni Presidenziali in Francia, ci ritroviamo per tentare di fare il punto sulla situazione sociale e politica d’oltrelape. A un anno dalla mobilitazione contro la Loi Travail (il JobsAct francese), si tratta di ritornare sulle diverse fasi e soggettività che hanno caratterizzato la primavera scorsa, analizzandone le forme d’azione e d’organizzazione.
Ne parleremo con Davide Gallo Lassere, autore di “Contre la Loi Travail et son monde. Argent, précarité et mouvements sociaux” (Eterotopia, 2016) e con Andrea Fumagalli, professore di economia all’Università di Pavia.
Dopo un anno segnato dagli attentati di gennaio e novembre e dall’imposizione dello Stato d’emergenza, la mobilitazione contro la Loi Travail, con i suoi blocchi dei licei e delle università, i suoi cortei di manifestanti, le sue Nuits Debout e i suoi scioperi sindacali, cambia il clima politico. Questo volume percorre i momenti topici che hanno scandito la mobilitazione, mostrando come il “lungo marzo francese” affonda le proprie radici in una storia recente che lo precede e lo sorpassa. Gli eventi della primavera 2016 devono così essere situati in una prospettiva transnazionale che va al 1968 fino alle lotte globali del 2011, passando per lo scoppio della crisi nel 2007-08. Questo approccio permette all’autore di elaborare una visione d’insieme della crisi in corso e delle proteste che l’hanno accompagnata, mettendo in luce l’articolazione tra il piano nazionale francese e quello della governance europea. Le riforme neoliberali operate dai governi socialisti entrano infatti in forte risonanza con le norme in vigori negli altri contesti nazionali, anche se le forme d’opposizione e di resistenza messe in atto riflettono le specificità francesi. Attento alla composizione soggettiva della contestazione, il saggio avanza infine una proposta passibile di alimentare il dibattito politico nei mesi a venire: la socializzazione del reddito e il suo legame con le lotte anti-razziste.