MAPUCHE

12 Novembre 2017

MAPUCHE – La solidarieta’ e’ la tenerezza dei popoli Terza

Nelle poche terre della Patagonia (tra il Cile e l’Argentina) rimaste ai
Mapuche, Benetton vuole portare il “progresso” a suon di massacri e torture
”La solidarietà è la tenerezza dei Popoli” se ne parlerà con l’USI-
AIT che di recente ha stretto un gemellaggio con la comunità Mapuche Rodrigo
Melinao e con la Rete Internazionale in Difesa del Popolo Mapuche,
gruppo di Milano.

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

 

 

 

 

MOSTRA FOTOGRAFICA

 

VIETNAM SUITE

VIETNAM SUITE – Per una storia del movimento rivoluzionario vietnamita nel Novecento (dagli anni Quaranta alla fine dei Settanta)

09 Settembre 2017 (primo appuntamento: la guerra d’Indocina)

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Parte Quarta

10 Settembre 2017 (secondo appuntamento: la guerra del Vietnam)

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Parte Quarta

L’anno passato il Vietnam ha festeggiato il quarantennale della sua riunificazione, sotto l’egida del Partito comunista da allora al potere.
In Italia quest’anniversario è passato senza quasi risalto alcuno, come un po’ tutto ciò che riguarda il Novecento: un secolo troppo complicato, con un’infinità di nomi e di date da ricordare, guerre e rivoluzioni, una pluralità di soggetti storici, ambivalenze e contraddizioni, insomma davvero troppo per stare nei 140 caratteri di twitter.
Per parte nostra, lungi dal rimuovere e/o celebrare acriticamente, desideriamo conoscere le storie “nostre” e quelle di popolazioni e terre, magari oggi mete d’un turismo “esotico”, ma un tempo sentite come politicamente e idealmente assai vicine.
Per questo Calusca ha organizzato due giornate di approfondimento con uno studioso di questioni indocinesi, che ci accompagnerà in un excursus sulle lotte condotte dai rivoluzionari vietnamiti nel corso del Novecento per ottenere l’indipendenza e l’unità del loro Paese.
Cercare di comprendere queste lotte, che hanno infiammato gl’immaginari in tutto il mondo nel corso degli anni Sessanta e Settanta, significa ritornare sull’evoluzione politica d’una delle lotte di liberazione nazionale più emblematiche della storia. Vuol dire interrogarsi sugli effetti della violenta irruzione della “modernità occidentale” in questo Paese del Sud-Est asiatico. È l’occasione per cercare di capire le origini dell’incredibile energia di un movimento rivoluzionario che è riuscito a perseguire i suoi obiettivi, nonostante la potenza (economica, politica e militare) dei suoi nemici, che in quelle terre martoriate elaborarono e dispiegarono nuove strategie controinsurrezionali destinate a giungere fino alle guerre (“interne” ed “esterne”) dei nostri giorni. Permette d’illuminare i meccanismi di costruzione d’un apparato di Stato, e quelli dell’instaurazione dell’egemonia d’un’unica forza politica in un contesto di guerra.
Infine – conclude il nostro giovane amico – “può forse anche significare la possibilità di dotarsi degli strumenti utili a immaginare la potenza destituente che vogliamo costruire. In breve, un ritorno all’indietro sulle tracce di un passato ricco d’insegnamenti che potranno aiutarci a meglio pensare i conflitti di oggi e la rivoluzione di domani”.
Fra i temi che saranno affrontati:
– la Guerra d’Indocina
– la Guerra del Vietnam
– dopo la presa di Saigon
– Ngo Van, un rivoluzionario vietnamita contro “venti e maree”
– l’“arma grafica” nella lotta di liberazione
– la “Guerra del Vietnam in Italia”: figure e modi d’un impegno militante
– il canto sociale in Indocina

Ejército Revolucionario del Pueblo

06 Settembre 2017

Ejército Revolucionario del Pueblo – Dibattito con Julio Santucho

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

L’Ejército Revolucionario del Pueblo (ERP) fu un’organizzazione armata della sinistra argentina, che costituiva l’ala militare del Partido Revolucionario de los Trabajadores (PRT), d’ispirazione guevarista.
Fondato e diretto per gran parte della sua storia da Mario Roberto Santucho, l’ERP fu attivo a partire dal 1970. Entrato in crisi nel 1974, fu duramente colpito dall’Operativo Independencia, un’operazione di controguerriglia condotta dal governo di Isabelita Perón nella provincia di Tucumán nel 1975, per essere infine quasi completamente distrutto dalla repressione seguìta al colpo di Stato militare del 1976.
I dirigenti superstiti si rifugiarono all’estero, sciogliendo praticamente l’organizzazione nel 1977.

Figli della liberta’

28 Giugno 2017

“Figli della liberta” di Lucio, Anna, Gaia (https://figlidellaliberta.starteed.com/it/partecipa)

Presentazione

 

Incontro sulla sicurezza informatica

21 Maggio 2017

Incontro sulla sicurezza informatica
Presentazione Hackmeeting 2017 in Val di Susa. Condividiamo proposte, critiche e idee strampalate riguardo ciò che vorremmo apprendere o insegnare. Costruiamolo insieme!

Parte Prima

Parte Seconda

LE MISSIONI MILITARI ITALIANE ALL’ESTERO

17 Maggio 2017

Il Collettivo di lavoro sulla guerra organizza un incontro su: LE MISSIONI MILITARI ITALIANE ALL’ESTERO

Parte Prima

Parte Seconda

L’Italia è in guerra a pieno titolo, fa parte del pugno di nazioni che vendono armi a Paesi in guerra e che spediscono soldati per il Pianeta, occultando la reale natura della partecipazione alle imprese belliche, definite missioni di “pace” Il nemico non è, no non è oltre la tua frontiera; il nemico non è, no non è oltre la tua trincea (Enzo Jannacci)
Dal 2007 il capitalismo è entrato in una crisi generale e internazionale che sta modificando gli equilibri e le gerarchie tra gli Stati. La competizione economico-finanziaria, la ricerca di profitti, la lotta per il controllo delle materie prime e di forza lavoro prospettano un teatro bellico senza confini e senza limiti, che rende permanente la guerra allargandola a tutto il Pianeta. Una guerra che è anche ”controrivoluzione preventiva”. Se crisi, competizione economica e militare, aumento delle spese militari, immigrazione di massa hanno un’evidente ricaduta sul peggioramento delle condizioni delle classi subalterne, meno immediatamente evidente è la loro correlazione con il progressivo restringersi della democrazia formale e degli spazi di agibilità politica e sindacale, con il controllo sempre più invasivo dello spazio urbano. Sbarre, recinzioni, telecamere, mezzi dell’esercito per le strade fanno ormai parte del nostro ambiente quotidiano. Il nemico non è, no non è oltre la tua frontiera; il nemico non è, no non è oltre la tua trincea / il nemico è qui tra noi, mangia come noi, parla come noi, dorme come noi, pensa come noi ma è diverso da noi. / Il nemico è chi sfrutta il lavoro e la vita del suo fratello; / il nemico è chi ruba il pane il pane e la fatica del suo compagno; / il nemico è colui che vuole il monumento per le vittime da lui volute / e ruba il pane per fare altri cannoni / e non fa le scuole e non fa gli ospedali / e non fa le scuole per pagare i generali, quei generali / quei generali per un’altra guerra… (Enzo Jannacci, Il monumento, 1975, in: Quelli che…)

PAROLE E CANZONI PER VIK

22 Aprile 2017

PAROLE E CANZONI PER VIKCon la partecipazione di Egidia Beretta, Rosa Piro, Claudia e Silvia Pinelli, Tiziana Pesce, Maria Elena Delia, Cosimo Morleo, SergioAnro’ e altri amici

Nel sesto anniversario della scomparsa di Vittorio Vik Arrigoni le sue parole.
Le sue musiche si ripresentano per dirci che la memoria rimane nonostante il tempo trascorso, nonostante le tante omissioni.

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Dal capoluogo della Bretagna

20 Aprile 2017

Un giovane compagno di Rennes parla (in italiano) del movimento della scorsa primavera contro la “loi travail” (e il suo mondo) in quella città: la dinamica della lotta, i suoi contenuti e i canti, i modi di organizzarsi e di manifestare, quel che ne resta e le prospettive future…

Parte Prima

Parte Seconda

Le nuove politiche migratorie: incontro alla Statale di Milano

19 Aprile 2017

Le nuove politiche migratorie (presso l’Università Statale di Milano – Aula 420)

Parte Prima

Parte Seconda


A fronte di un’Europa che va chiudendosi su se stessa c’è un Sud del Mondo che cercherà sempre più spesso di penetrare attraverso le maglie della sua “corazza-fortezza”.

In quest’epoca di muri il Vecchio Continente è visto ancora come uno dei pochi luoghi ove cercare di sfuggire a guerre, persecuzioni e povertà.
All’Università Statale di Milano di via Festa del Perdono discuteremo delle nuove politiche migratorie, con l’avvocato Gianluca Castagnino, esperto di diritto internazionale e con la rete No Border di Milano.
Analizzeremo perciò le implicazioni giuridiche e politiche del decreto legge “Minniti”, affrontando temi come: l’esternalizzazione delle frontiere, la criminalizzazione della povertà, il ricatto meritocratico e il razzismo di Stato.

Per dare vita ad un Centro di documentazione contro la guerra

13 Aprile 2017

Per dare vita ad un Centro di documentazione contro la guerra

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Siamo in guerra da tempo. Dalla fine della seconda guerra mondiale nel 1945, che con le bombe atomiche USA sganciate su Hiroshima e Nagasaki ha visto il più grande e tragico atto di terrorismo fin qui conosciuto nella storia umana, le guerre, seppur combattu- te nelle “periferie” del pianeta, principalmente in Asia e in Africa, si sono susseguite senza interruzione.
In tutti i conflitti oggi in corso l’intervento dei capitalismi occidentali e/o russo è una costante, tanto nelle forme di coinvolgimento diretto nei combattimenti e nei bombar- damenti, che seguono le operazioni coperte, di intelligence, di addestramento e di supporto logistico.
Dal 2007 il capitalismo è entrato in una crisi generale e internazionale che sta modificando gli equilibri e le gerarchie tra gli stati. La competizione economico-finanziaria, la ricerca di profitti, la lotta per il controllo delle materie prime, prospettano un teatro belli- co senza confini e senza limiti, che tende a rendere permanente la guerra, ad allargarla fino ad interessare aree sempre più vaste del pianeta.
Due terrorismi contrapposti, ma complementari, oggi si fronteggiamo a scala planetaria, quello di stato occidentale e russo, da un lato, quello del cosiddetto “islamismo radicale” (tipo Al Khaida e Isis) dall’altro. Se le popolazioni dell’Asia e dell’Africa hanno pesantemente pagato con morti e distruzioni su larga scala la “guerra infinita al terrorismo” condotta dai “nostri” eserciti, con il 2001, dopo l’attentato alle Twin Towers di New York, il terrore serpeggia anche nelle nostre metropoli.
L’Italia è in guerra a pieno titolo, fa parte del pugno di nazioni che vendono armi a paesi in guerra e che spediscono soldati per il pianeta, occultando la reale natura della parte- cipazione alle imprese belliche, definendole “missioni internazionali”, “peace keeping”, …
Il 31/12/2016 è entrata in vigore la legge quadro sulle missioni militari all’estero (145/2016) che, di fatto, cancella ogni residua considerazione sull’incostituzionalità dell’uso dell’esercito in operazioni belliche internazionali, rafforza l’autonomia del governo nel deci- dere gli interventi militari, assicura preventivamente i fondi per queste missioni.
La spesa militare italiana nel 2016 è cresciuta del 10,63%, pari all’1,11% del PIL, per un totale di 23,4 miliardi all’anno, 64 milioni di euro al giorno, quasi 8.000 militari sono impegnati in missioni all’estero.