Dj Spooky

INFO: Dj Spooky – 11/09/08

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Dalle 18.30 DJ Spooky, il “dj filosofo”, presenterà il suo Sound Unbound, Sampling Digital Music & Culture, libro con cd, presso il centro sociale Cantiere di Milano. “Intellettuale postmoderno”, in grado di riflettere alla perfezione lo spirito dei tempi e di indicare nuove vie, applicando le proprie teorizzazioni in vari campi, Spooky opera con estremo eclettismo dalla scrittura all’architettura, dalla musica all’arte visiva. PRESENTAZIONE LIBRO + Q&A con l’autore.

Dalle 22.30, DJ Spooky sarà ai piatti in COX18. Dal punto di vista musicale, Spooky elabora un appassionante mix di acrobazie soniche che nascono dalla manipolazione virtuosistica dei vinili e dall’attento ascolto delle vibrazioni che provengono dalla “strada”. A tutto questo Spooky aggiunge una cultura sterminata, che gli permette di permeare i suoi dischi e i suoi dj set di riferimenti colti e sorprendenti.

Aprono e chiudono la serata DJ PandaJ e Painé

BIOGRAFIA: Il nome fa riferimento ad un personaggio di William S. Burroughs. DJ Spooky è lo pseudonimo di Paul D. Miller, uno dei musicisti elettronici più eclettici, colti e preparati. Devoto a John Cage, Sun Ra e Grandmaster Flash, è un artista concettuale, scrittore e musicista che lavora a New York. Ha registrato un’enorme quantità di musica e ha collaborato con una grande varietà di musicisti e compositori, tra gli altri: Arto Lindasy, Iannis Xenakis, Ryuichi Sakamoto, Butch Morris, Kool Keith aka Doctor Octagon, Pierre Boulez, Philip Glass, Steve Reich, Yoko Ono, Thurston Moore dei Sonic Youth. La sua versatilità artistica lo porta a creare un allestimento audiovisuale per il Whitney Museum e lavora in altri contesti come la Biennale di Venezia/Architettura, il Luwig Museum a Cologna, The Andy Warhol Museum a Pittsburgh; come scrittore appare in The Village Voice, Artforum, The Source, Paper Magazine ecc. La sua prima raccolta di saggi, Rhythm Science, è stata pubblicata nel 2004 da M IT Press. E’, dopo Richard Pinhas, il musicista il cui lavoro è maggiormente integrato dalla filosofia di Deleuze e Guattari che hanno teorizzato l’incontro con la musica elettronica sperimentale. Per Dj Spooky la musica è soprattutto creare strumenti per pensare, per dare alla gente sistemi, per organizzare l’informazione al di fuori delle categorie europee di razionalità. Il suo “remix” è un sistema operativo dove la ripetizione è una sorta di omaggio al futuro nel rispetto del passato.

CON IL SANGUE AGLI OCCHI – LETTERE E SRITTI DAL CARCERE

24 Maggio 2008

Presentazione del libro: CON IL SANGUE AGLI OCCHI: lettere e scritti dal carcere di George L. Jackson (edizioni Agenzia X)
Questo libro raccoglie le lettere e gli interventi politici che George L. Jackson scrisse in carcere, dopo la morte del giovanissimo fratello Jonathan, freddato mentre tentava di liberare tre militanti neri imprigionati. Il manoscritto di questo libro fu fatto uscire clandestinamente dal Penitenziario di San Quentin pochi giorni prima che l’Autore venisse a sua volta ucciso dai secondini, il 21 agosto 1971.

Treni sorvegliati – Rifugiati italiani, vite sospese

copertinatreni

20 Aprile 2008

INFO: Presentazione del libro “Treni sorvegliati – Rifugiati italiani, vite sospese” (Cooperativa Colibrì, Milano 2008) – Titolo originale Vingt ans après (Nautilus – Paris, 2003)

TreniSorvegliati

Parte Prima

Parte Seconda

Parte Terza

Vige, a proposito dei conflitti degli anni Sessanta e Settanta, un dispositivo che implacabilmente vieta la parola a chi a quei conflitti ha partecipato non pentendosene, ossia senza barattare con ruoli istituzionali – nei giornali, nei partiti, nei sindacati, ad esempio – la propria abiura.
Abiura totale e radicale al punto da assumere la forma parodistica della conversione.
Chi, invece, si è rifiutato di sottoporsi a questo procedimento inquisitorio, chi, cioè, si è sottratto all’ossessiva e sempre ribadita presa di distanza, non solo dagli eventi, ma dall’idea stessa della possibilità della radicale trasformazione dell’esistente è stato da destra e da sinistra indifferentemente trattato come il nemico, sul quale lo stato può impunemente esercitare la sua violenza e la sua vendetta.
Vendetta infinita, se è vero che i “rifugiati” italiani continuano a costituire un’emergenza sanabile solo seppellendoli, dopo trent’anni, in carcere, come ripetutamente pretendono vittime, giornalisti, politici e magistrati.
La traccia, se pur labile, di una nuova lotta diventa l’occasione per evocare e rinnovare la “paura degli anni Settanta” e degli “anni di piombo” o, comunque, essa appare come un’intollerabile violazione delle regole della democrazia, divenuta ormai la forma politica più adeguata a rappresentare gli orrori dei nostri tempi.
Qualunque manifestazione, pertanto, che fuoriesca dalle regole saldamente stabilite, viene accolta come una “minaccia terroristica” che giustifica la guerra, dove quest’ultima – condotta dagli stati indifferentemente, ormai, all’interno contro i propri “cittadini” o all’esterno – diventa forma di governo delle contraddizioni sociali.

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