Come scrivono gli Autori nella prefazione, “a partire dalla prima edizione della versione in portoghese di questo libro, risalente alla fine del 2014, la marcia inesorabile del riscaldamento globale da un lato e l’accumulazione di discorsi (nel senso più ampio del termine) sulla ‘fine del mondo’ e sull’Antropocene dall’altro, insieme alla nube di temi che quest’ultimo termine riassume in modo appropriato benché polemico, sono state così implacabili” che urge discuterne.
Perciò questo “primo dialogato” con i traduttori italiani (Alessandro Lucera e Alessandro Palmieri), cui seguiranno ulteriori approfondimenti.
Indice dell’opera
[1] INFINE, SOLI (Ceci n’est pas un monde – Dopo il futuro: la fine
come inizio – Il Grande Dentro: la speleologia speculativa di Gabriel
Tarde); [2] UNMONDODIPERSONE (La fine delle trasformazioni, o il
primo Antropocene – Antropomorfismo contro antropocentrismo – La
fine del mondo degli indios) [3] UMANIETERRENINELLAGUERRADI
GAIA (La specie impossibile – La fine del mondo come evento
frattale); [4] ILMONDOINSOSPESO (Credere al mondo); BIBLIOGRAFIA
LANCIO IN ORBITA DI SPAZIO GAMMA: è un angolo acuto dentro la libreria Calusca/Archivio Primo Moroni. Si occuperà di fotografia, immagini e immaginario urbano al tempo delle Metropoli ALPHA
_COCKTAIL BAR nel giardino urbano di COX18 _MUSICA di EKATE COLLECTIVE (MateriaObscura/dark electronic dal Cile, Grecia, USA, Canada, Lettonia, Germania, e Svezia) https://ek4t3.bandcamp.com/
Incontro sulla sicurezza informatica Presentazione Hackmeeting 2017 in Val di Susa. Condividiamo proposte, critiche e idee strampalate riguardo ciò che vorremmo apprendere o insegnare. Costruiamolo insieme!
L’Italia è in guerra a pieno titolo, fa parte del pugno di nazioni che vendono armi a Paesi in guerra e che spediscono soldati per il Pianeta, occultando la reale natura della partecipazione alle imprese belliche, definite missioni di “pace” Il nemico non è, no non è oltre la tua frontiera; il nemico non è, no non è oltre la tua trincea (Enzo Jannacci)
Dal 2007 il capitalismo è entrato in una crisi generale e internazionale che sta modificando gli equilibri e le gerarchie tra gli Stati. La competizione economico-finanziaria, la ricerca di profitti, la lotta per il controllo delle materie prime e di forza lavoro prospettano un teatro bellico senza confini e senza limiti, che rende permanente la guerra allargandola a tutto il Pianeta. Una guerra che è anche ”controrivoluzione preventiva”. Se crisi, competizione economica e militare, aumento delle spese militari, immigrazione di massa hanno un’evidente ricaduta sul peggioramento delle condizioni delle classi subalterne, meno immediatamente evidente è la loro correlazione con il progressivo restringersi della democrazia formale e degli spazi di agibilità politica e sindacale, con il controllo sempre più invasivo dello spazio urbano. Sbarre, recinzioni, telecamere, mezzi dell’esercito per le strade fanno ormai parte del nostro ambiente quotidiano. Il nemico non è, no non è oltre la tua frontiera; il nemico non è, no non è oltre la tua trincea / il nemico è qui tra noi, mangia come noi, parla come noi, dorme come noi, pensa come noi ma è diverso da noi. / Il nemico è chi sfrutta il lavoro e la vita del suo fratello; / il nemico è chi ruba il pane il pane e la fatica del suo compagno; / il nemico è colui che vuole il monumento per le vittime da lui volute / e ruba il pane per fare altri cannoni / e non fa le scuole e non fa gli ospedali / e non fa le scuole per pagare i generali, quei generali / quei generali per un’altra guerra… (Enzo Jannacci, Il monumento, 1975, in: Quelli che…)