19 Maggio 2011
SCHERZI DELLA MENTE
Cinema di fantascienza e dintorni
– “QUINTET” (USA, 1979, 98′) di Robert Altman
05 Maggio 2011
SCHERZI DELLA MENTE
Cinema di fantascienza e dintorni
– “DANTE 01” (FR, 2008, 82′) di Marc Caro
Un manicomio giudiziario, in orbita intorno al pianeta inferno, vi si può accedere solo acconsentendo di sottoporsi a cure sperimentali, l’arrivo di un uomo di cui si conosce solo un tatuaggio provocherà dei fenomeni inaspettati…
28 Aprile 2011
SCHERZI DELLA MENTE
Cinema di fantascienza e dintorni
– “Dinni e la Normalina” (1979, 27′) di Alberto Grifi
Siamo nel 1978, il futuro, alla tele celebrano gli effetti della Normalina diffusa su tutto il territorio che rende gli uomini ammansiti, ma una partita di Normalina avariata esce dagli stabilimenti e incominciano a diffondersi i gruppi di follia militante…
(con riprese reali di contestazioni a dibattiti psichiatrici del 1976-‘77)
– “L’osservatorio nucleare del Sig. Nanof” (1985, 60′) di Paolo Rosa
“Una parete di circa 150 metri, alta circa, 2 avvolge l’esterno dell’ex manicomio criminale di Volterra. La sua superficie è totalmente incisa, ricoperta da un immenso racconto fatto di parole e disegni, tabelle e planetari. Per dodici anni Nanof l’ha scalfito e lo ha abitato, costruendo il suo universo. Il graffito è come un ritrovamento archeologico anticipato in cui si ritrovano tutti i temi della nostra contemporaneità. Il film si propone di frequentare un mondo parallelo, di entrare nell’immaginario della follia, di leggere e vedere quell’incredibile (ma non disperato) diario o trattato di vita o muro in cui ha navigato la mente del suo autore” (www.studioazzurro.com)
Dopo l’esperienza del 2006, torna a distanza di cinque anni “scherzi della mente”, rassegna di cinema sul rapporto tra fantascienza e follia.
Film sul filone della fantascienza che evidenziano situazioni mentali che possono concretizzarsi nella follia, ovvero fantascienza e scherzi della mente. Temi quali realtà virtuali, sdoppiamenti di personalità, effetti sulla memoria, paranoia, allucinazioni, cospirazioni e situazioni “da complotto”.
Film in cui lo scherzo della mente è anche effetto della fantascienza stessa ma che diventa metafora di uno stato di follia concreto.
Non film sulla follia in particolare, o film sull’inconscio, o film psicologici ma film che evidenziano possibili stati della mente.
L’appuntamento sarà tutti i Giovedì (quasi) dal 28 aprile al 23 Giugno
22 Aprile 2011
Serata di autofinanziamento per il Queer Festival
– Proiezione di “Ladyfilmine” di Giulia Vallicelli (documentario sperimentale sul Ladyfest di Roma)
– Mostra a cura del collettivo Shora
– DJ set Pornflakes Queer Crew
Queer è il rifiuto delle norme imposte.
Queer è liberare il desiderio da ogni catena che lo inibisce, liberare i corpi e le menti dai tabù e dalla vergogna , dagli standard di bellezza che ci vorrebbero tutti uguali.
Queer è aprire le nostre gabbie mentali e lasciar correre via ogni preconcetto, senza aver paura di affrontare l’ignoto, il diverso da noi, la complessità che è propria della vita.
Queer è prendere ogni persona per quello che è, senza etichette pronte da appiccicargli addosso, lasciare che sia lei a definirsi o a non definirsi.
Queer è ricreare una comunità vera, dove ci si incontra ci si diverte si discute si fa festa ci si ama si fa politica si lotta insieme.
Queer è la solidarietà con chi è oppresso, non la paura e la diffidenza e la presa di distanza.
Queer è creare i propri spazi in maniera autogestita, senza passare attraverso chi si vuole arricchire sulla nostra pelle. Fanculo la mercificazione dei nostri corpi, il business dei locali, lo stile di vita gay trendy, i magazines di moda, i cocktail a 8 euro.
Queer è il rifiuto di assimilarsi e di imitare i modelli patriarcali e cristiani dei generi, della famiglia e della società.
Queer è ribellione verso chi ci opprime, anzichè accondiscendenza.
Queer sono le notti di Stonewall e Sylvia Rivera e Mario Mieli.
Queer è la nostra fiera risposta ai concetti di normalità, alla triste realtà ordinata in cui ci vorrebbero tutti incasellati.
NOT GAY AS IN ‘HAPPY’, BUT QUEER AS IN ‘FUCK YOU!’
14 Aprile 2011 – 21,00
Proiezione di:
– LA MESSA DELLE CINQUE
documentario sulla lotta degli abitanti di Plogoff (Francia) nel 1980 contro la costruzione di una centrale nucleare
– THE ATOMIC CAFE (1982)
documentario realizzato interamente a partire da filmati americani di propaganda sul nucleare, risalenti agli anni ’40, ’50, ’60 (cinegiornali, esperimenti militari, programmi televisivi, pubblicità)
16 Febbraio 2011
con le VideoPoemOpere:
– Tupac Amauta – Primo canto, Francia 1997, 53′
– Aca Nada – Canada 1998, 27′
– Gramsciategui ou les poésimistes, 1999, 55′
quarto appuntamento di scali di parole 2010-2011.
scali di parole 2010-2011 è organizzato da cox18, calusca city lights, archivio primo moroni, lemm – associazione culturale
tupac amauta, aca nada, gramsciategui ou les poesimistes sono 3 video, 3 videopoemi come li definiva gianni toti, il loro autore, che costituiscono qui una falsa trilogia.
tupac amauta, del 1997, è il primo canto di una trilogia prevista, gramsciategui, del 1999, il secondo. tra i due fu realizzato aca nada nel 1998.
ma tutti e tre sono legati tra loro da un filo conduttore contro la conquista delle americhe, contro i genocidi che vi furono perpetrati e contro la colonizzazione degli spazi e delle menti che continua sino ad oggi. la “vera” trilogia doveva concludersi con el pachacuti, l’antoolocausto ed è una trilogia dedicata alle rivoluzioni (rêves-évolutions: sogni+evoluzioni=rivoluzioni) dell’america latina, ma rimarrà incompiuta.
il primo canto, tupac amauta, si ispira alle figure di tupac amaru II e josé carlos mariategui.
tupac amaru II è il discendente di quel tupac amaru trucidato dai conquistadores nel 1572, che, nel 1780, guidò una rivolta degli indios peruviani contro gli spagnoli. la rivolta venne sconfitta e tupac amaru torturato e giustiziato. da allora “tupac amaru” è diventato il nome di battaglia della lotta contro l’oppressione.
josé carlos mariategui (1894-1930) è stato un saggista, sociologo e politico peruviano, considerato uno dei più importanti pensatori marxisti dell’america latina.
era chiamato “amauta” (il saggio) dagli indios quechua.
tupac amauta è un videopoema epico sui cinquecento anni di colonizzazione dell’america latina. e c’è un forte legame tra le conquiste di allora e le conquiste di oggi, fino alle atroci guerre umanitarie dei nostri giorni. è un murales, un arazzo in movimento che comprende, oltre a rarissime immagini di mariategui, anche immagini del subcomandante marcos e rende omaggio ai militanti uccisi nell’ambasciata giapponese a lima nel 1997.
aca nada narra visivamente cosa accad(d)e lassù in nord(america) dove i “nativi” delle “prime nazioni” scoprirono i conquistatori, i cartografi spagnoli del “qui niente” (aca nada) prima e quelli di jacques cartier dopo. toti parla a proposito di un cambio di paradigma, di un pensiero umano da liberare, come sono da liberare le “riserve” tuttora in funzione presso le “nuove nazioni” conquistatrici, ovvero i democratici “lager” per i “suicidi della malinconia”.
gramsciategui ou les poesimistes è il secondo canto della trilogia incompiuta che, da “canto”, diventa un “grido” perché il lavoro viene realizzato durante i bombardamenti contro la serbia dovuti ai controllori del nuovo ordine mondiale.
è un ulteriore affresco in movimento in cui le immagini sintetiche della videoarte rielaborano i segni del linguaggio del popolo maya e permettono a gramsci e mariategui, associati dal “poesimismo” (poesia e pessimismo = lucidità del pensiero) di dialogare. e gramsci si vede, letteralmente, attraverso rarissime immagini di repertorio, a mosca nel ’21.
toti la definì una “sonata in rosso maggiore” (la vita, il comunismo, il sangue, la violenza della guerra, l’amore – la moglie scomparsa) contro un unico nemico: il potere.
gianni toti:
roma 1924-2007
partigiano resistente, giornalista, romanziere e poeta.
all’inizio degli anni ottanta inizia una sperimentazione in cui si fondono poesia, cinema e arte elettronica, creando un nuovo linguaggio, che lui stesso definisce “poetronica” (videopoesia e poesia elettronica).
grazie a: la casa totiana, invideo, heure exquise!
14 Gennaio 2011
BEIRUT, LOVE ATTACK : TOUR ITALIANO 2011 di ZEID and the WINGS
“Il vento caldo del Libano scioglie l’inverno italiano con musica e letteratura carica di erotismo e rivoluzione”
Presentazione del Libro “BEIRUT, I LOVE YOU” di Zena el Khalil (interverrà l’autrice) + proiezione del Booktrailer (5′) del regista Gigi Roccati
Introduzione all’UNDERGROUND LIBANESE e a ZEID and the WINGS a cura di AgenziaX e Marco Philopat + proiezione del videoclip GENERALSULEIMAN di Gigi Roccati (4′)
CONCERTO di ZEID and the WINGS.
La band, composta da Zeid Hamdan, MarcCodsi e dalle tre splendide Wings Sare Yasmeen e Jihan, è in tour in Italia dal 12 al 23 gennaio.
Zeid è lo storico promotore dell’underground libanese dal dopo guerra civile ad oggi, con le sue band Soap kills e New Government e con il progetto ZEID ANDTHE WINGS. E’ produttore di artisti emergenti, anche in Egitto e Africa.
Il suo sito di riferimento – www.lebaneseunderground.com – è un laboratorio aperto.
APPROFONDIMENTI :
ZEID :
Mariam prodotta al Cairo:
http://www.youtube.com/watch?v=UgTx6q64UiQ
un classico dei soap kills :
http://www.youtube.com/watch?v=ltnjux5dI34
un pezzo da solista come shift z:
http://www.youtube.com/watch?v=zvOMPC4KCgs
i new governement durante la guerra 2006 :
http://www.youtube.com/watch?v=O5sUeixG_Hc
ZENA EL KHALIL:
il suo bellissimo libro “BEIRUT I LOVE YOU”
E’ il 2006: in agosto la sua Beirut si sgretola sotto i raid israeliani e lei sfoga in un blog le giornate di un’artista trentenne che non sa se domani sarà viva. Le sue cronache dall’inferno fanno il giro del mondo, Guardian le pubblica, poi DerSpiegel e El Pais. Zena le sviluppa in un libro: BEIRUT, I LOVE YOU * edito inItalia da Donzelli editore.
www.ziggydoodle.com
GIGI ROCCATI
www.gigiroccati.com