LOST/Le lunghe ombre della scienza e della tecnica presenta: CRITICHE DELLA TECNOLOGIA Dal movimento luddista a oggi, dalla religione del capitale al capitale come religion
Excursus storico sulle gesta del Generale Ned Ludd e di Captain Swing, resumé delle ideologie industrialiste.
Esposizione di “Los Amigos de Ludd” (Bollettino d’informazione anti-industriale) e dell’“Encyclopédie des Nuisances” (Dizionario della sragione nelle arti, nelle scienze e nei mestieri).
– Presentazione del libro: La sfida Anarchica nel Rojava a cura di Norma Santi e Salvo Vaccaro;
– video saluto di Debbie Bookchin (8 min.)
Intervengono Norma Santi, curatrice del libro e Carlotta Pedrazzini di A Rivista
ed attraverso video conferenza interventi di Salvo Vaccaro, curatore del libro ed Erol Aydemir, studente attivista curdo in sciopero della fame.
– Proiezione video: Sehid Namirin di Giacomo Sini e Francesca Simdi (sottot. in italiano, durata 16 min.)
Questo libro raccoglie analisi e esperienze vissute, dirette e indirette, di una sperimentazione sociale e politica nel bel mezzo di una guerra. Se è difficile promuovere collettivamente una rivoluzione nelle relazioni sociali e nelle forme di autogoverno diffuso nei territori curdi, sicuramente è più complesso praticarla quando le armi prevalgono sulle parole. Nata come rivolta contro il regime di Assad, la guerra civile si è internazionalizzata con l’intervento di potenze regionali (Turchia, Iran, gli hezbollah libanesi) e internazionali (Stati Uniti e Russia). Per non parlare dello Stato islamico e delle organizzazioni terroriste del fondamentalismo religioso. I cantoni curdi in territorio siriano hanno lanciato la sfida del confederalismo democratico di chiaro segno libertario, orizzontale, antiautoritario, laico, al femminile. Con contraddizioni, speranze e disillusioni, la sfida anarchica nel Rojava persiste da quasi cinque anni, ben più della “breve estate dell’anarchia” spagnola, dalle radiose giornate del luglio del 1936 a quelle più funeste del luglio del 1937. A prescindere da come andrà a finire, essa segna una tappa indubbiamente significativa verso l’emancipazione di intere collettività lungo un accidentato percorso di liberazione e di libertà sempre da conquistare.
Presentazione del nuovo libro “The Mastery of Non-Mastery: mimesis in the age of meltdown, metamorphic sublime, re-enchantement of nature and dark surrealism” con: Michael Taussig
NAVEN – foglio volante di antropologia, Libreria Calusca, Archivio Primo Moroni e CSOA COX18 presentano due giorni di incontri seminariali con Micheal Taussig
Michael Taussig è un antropologo noto per i suoi studi etnografici non convenzionali e spesso provocatori. Fortemente influenzato dalla teoria critica della Scuola di Francoforte e in particolar modo, dalla prospettiva “micrologica” di Walter Benjamin, ha fatto dell’attenzione per il dettaglio e dell’interesse per i marginalizzati una forma privilegiata di accesso alla comprensione della cultura capitalistica occidentale. Nato in Australia, ha studiato medicina all’Università di Sydney. Dottore di ricerca in Antropologia presso la London School of Economics, attualmente insegna Antropologia alla Columbia University di New York e alla European Graduate School (Egs) in Svizzera. Oltre a numerose indagini nel campo dell’antropologia medica, i suoi interessi si sono rivolti a Karl Marx e Walter Benjamin, in relazione all’idea di feticismo delle merci. Tra le sue opere ricordiamo: The Devil and Commodity Fetishism in South America (1980); Shamanism, Colonialism, and the Wild Man (1987); Mimesis and Alterity: A Particular History of the Senses (1993); Cocaina. Per un’antropologia delle polvere bianca (2007); Beauty and the Beast (2012); The Corn Wolf (2015) .
“3:33 333” è il terzo album, uscito a fine aprile per Vincebus Eruptum Recordings, della band italiana ANUSEYE nata dalle ceneri dei THAT’S ALL FOLKS!, precursori del cosiddetto “heavy-psych” (per qualcuno stoner-rock) della scena indipendente sin dalla metà dei ‘90. Questo album rappresenta la summa delle esperienze accumulate nel passato attraverso una mutevole e costante ricerca in termini di scrittura, composizione, arrangiamenti, tecniche audio, senza mai dimenticare di elogiare il minimalismo e la semplicità del classic-rock di derivazione 60’s.
“A Moon Daguerreotype” è la terza fatica discografica dei Goodbye, Kings, band di sette elementi che alle tentazioni elettroniche tanto in voga in questo periodo ha deciso di contaminare il proprio post-rock strumentale con il battito umano e le incursioni calde del jazz, in una miscela da loro stessi definita “instrumental soundtrack for a never made european retro movie”.